E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

Recensioni

“This is a song about… the end of the world” Roland Orzabal

La prima volta che sentii questa canzone nel caro, vecchio Walkman dell’ 89,  all’altezza di

“A for a heart
B for a brain
Insects and grass
Are all that remain”

mi si  fermò il cuore.

Emetteva vibrazioni, le trasferiva, le spargeva nella mia testa, le concentrava  e le sparpagliava via poi, gridando, quella voce.  Le parole erano fatte di voce.
Poi ci piansi come si piange quando si incontra una cosa perfetta.
Ed è esagerato probabilmente, a molti non dirà nulla, anche se mi domando come sia possibile.
Versione Studio
(per vedere da You Tube, pigiare (pigiare è italiano, non un errore dialettico) HQ , vicino al volume, sennò si vede solo la schermata nera)

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Versione Live
(idem come sopra)

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E ad oggi, questo pezzo sulla fine del mondo mi suona le emozioni come strumenti.
Non mi  interessano le voci belle, non mi hanno mai attratto, ce ne sono a milioni e non sono fondamentali per cantare. Meglio i concetti e il fascino, insieme o separatemente.
Ma voce di Roland Orzabal, personalmente è la più bella che conosca. Perchè mi arriva. Così bella, non riesco a non vedere bella nemmeno la sua faccia. Quell’album dalla copertina sgargiante, chiaramente l’avevo comprato per quella bella canzone di echi Beatlesiani che era Seeds of Love che gli dava il titolo, che sparavano in radio tutti i giorni, con un ricordo del gruppo più “elettronico” .
Complice il vecchio Walkman, dove (“dove”, perchè nel walman ci entravi, era un luogo, un pò scomodo, ma tuo)  era tanto era così noioso mandarle avanti e indietro, che le canzoni finivi per ascoltarle una per una, tutte. E non ce n’è una che non mi piaccia.
E soprattutto, cosa che me li ha fatti divenire molto cari,  non scrivevano canzonetta d’amore. 

Curiosità:
Wikipedia Italiana li definisce New Wave
Wikipedia Inglese invece Pop-Rock


“Dolci Colline Di Sangue”di M.spezi&D.Preston

Magari ho scoperto l’acqua calda, e per onor del vero me lo ha detto la Dani:
nel Jet-Set dello Star System (questi due termini anche se non c’entrano una mazza sono d’obbligo contrattuale se si parla di lui) si dice e si legge che TOM CRUISE abbia acquistato i diritti del libro “Dolci colline di Sangue”, scritto da un giornalista e un giallista, una bella sonata a 4 mani.
Quindi Tom lo produrrà, Dio non voglia faccia pure il regista.
Dice che si terrà una parte, magari avvocato o il postino Vanni.

Ora mi chiedo se gli sceneggiatori e il TOM, simpatico come un ulcera, daranno risalto alla figura di Pacciani e compagni, se riporteranno sullo schermo almeno parte delle vivide scene che noi “seguaci” di “Un giorno in pretura” ben conosciamo o ne faranno un patinato thriller di classe.

Argomenti tipo: un medico del pronto soccorso interrogato circa il ricovero del pacciani per l’inserzione(da se stesso medesimo) di un vibratore nell’ano, giustificato poi dall’imputato come una cura per e emorroidi.
O le sviolinate sulla sua “Angiolina”in aula, poi smentite dalle registrazioni.

Niente che somigli al quieto Jeffrey Dahmer che in aula che sembrava nemmeno parlassero di lui. Il nostro serial di casa era presente, partecipe , emozionato. Non ci priveranno di esclamazioni tipo “viva idduce” o “Dio Dell’ostia immacolata” ?
(Traduco per TOM :”God of the Immaculate wafer!”)

Non sarebbe un peccato andassero perdute nella trasposizione cinematografica?
Noi da ragazzini cretini, c’era sempre il cretino più grande, quello con la macchina, che ci portava sui luoghi del delitto del mostro. “Vedi? Vedi?” indicando una landa di grano. Ma cretini, davvero.

Non pensavo di trovare questi reperti. Sbagliavo:

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Volo ? NO Graxie

Non sò quanto impopolare sia, frega il giusto.
Come sarebbe giusto di tanto in tanto dichiarare il proprio bene, credo che allo stesso modo che anche l’antipatia, motivata o meno, vada dichiarata senza ambiguità. Ecco la mia.

NON SOPPORTO FABIO VOLO.

Eppure  anni addietro lo ascoltavo ogni mattina, in giro, in macchina , a lavoro. Mi piaceva un sacco. Me la ridevo.
A differenza delle opinioni che sento in giro devo dire non ci ho mai trovato alcuna attrattiva fisica. Diciamo che non lo toccherei nemmeno con una canna di bambù. Ma ridevo. E lui continuava e io ridevo. Per qualche anno.

Cos’è successo?
Mah. Ho smesso di ridere.
Si è insinuato uno sbadiglio tra una risata e l’altra e col girare delle lancette è rimasto solo lui a dare aria ai polmoni.

Saranno i suoi scritti, i libri, che non son riuscita a passare le 20 pagine, per poi dirmi : Beh?

A me sembrano un cumulo di banalità e luoghi comuni, dai quali certo non sono esenti le nostre vite ma pur sempre banalità su cui non si può fondare come fanno molti una figura quasi Guru.
Non scrive bene, non scrive in modo interessante. Non mi dice niente.

Avete mai avuto un fidanzato che vi coglie e vi conquista per la battuta, lo spirito, una presunta sagacia e agilità mentale ma dopo due anni vi accorgete che è sempre la solita battuta, intillimana e che con il suo stesso spirito lo cospargereste per darlo alle fiamme?
Lo lasciate e lo rincontrate al centro commerciale dopo1, 3,  dopo 5 anni e “RIECCOCI ORA LO DICE, ORA LO DICE”, sperando che lui vi smentisca e invece è sempre il solito, prevedibile, stampato come un libro stampato.
Un bravo ragazzo per carità,ma sempre LUI, non quello che fa un percorso, che cresce, che cambia, che si evolve dentro.
Magari vi trovate a fare invisibili cenni con gli occhi alla di lui fidanzata per avvisarla che anche lei smetterà di ridere e avrà istinti omicidi tra un paio d’anni.

Nemmeno le piante dopo la potatura ricrescono allo stesso identico modo.

Ecco Fabio Volo lo trovo lì, sempre lì, fermo lì quando riaccendo la radio. Una formula ripetuta all’infinito. Una grande aspettativa, poi divenuta delusione.

Fabio Volo…NUNTEREGG CHIU


Pelù Ieri

 

“Se una pera, come si dice in ‘Trainspotting’, equivale a fare l’amore moltiplicato per cento, io preferisco moltiplicare per cento le volte che faccio l’amore.”
Piero Pelù

 

In Piazza, a Gratis, alla fine c’era un sacco di gente.
Si sà , i vecchi son curiosi, come i gatti.
Ti giri e ti chiedi: “che minchia ci fanno tutti stì anziani a vedere Pelù?”
Poi dopo i primi 5 minuti di “riscaldamento” del Fenomeno, ti giri e non ne vedi più uno.
Fuggiti o deceduti sul posto . O…pogati…
Che dire ? Non sò se è sciocco, perchè si da per scontato che chi canti sia intonato(ma lo è?)  ma, prima impressione, per me, che tra l’altro, i Litfiba(vergogna!) non li ho mai visti live,
è che sia una delle voci più intonate che ho mai sentito.

Il mio orecchio, profano o meno, l’ha avvertita così.
Poi si sà, la gente voleva le canzoni vecchie. Pelù Brizzolato.
Pelù non nasce dalla strada, ma di certo è poco “domestico” .
Data l’anagrafica (anno ’62) mi complimento, davvero.
Personalmente rimango pure delusa quando lo vedi in giro tra i canali e gli escono pure delle cose sensate dalla bocca.
Infin, quì lo dico e quì lo nego (dieci anni fa avrei riso di una dichiarazione del genere) però è piacente, piacione, gatto, leader . Simpatico.
Il tempo è stato gentile con lui.
E’ uno zingaro (anzi ZINGANO) pulito.
Pensare che a noi facevano male i piedi dopo mezz’ora.
Comunque se quelle 100 volte d’amore, le fa con la stessa energia …bella “giostra” !

 


22aprile Sashall di Firenze

“Parafrasando Sergio Endrigo dirò che
Se per fare un tavolo ci vuole il legno,
Per fare tutto ci vuole tutto.”

Elio E Le Storie Tese


il fattore X

Non vedo isole, di fratelli grandi mi sono fermata al primo e se ci inciampo per sbaglio col telecomando, mi vengono i conati di vomito e disperatamente mi chiedo “noi non siamo quello, vero? Non siamo diventati quello?”

Nè fattorie, isole, beauty farm, secchioni, gallinelle. Sono all’antica e non vedo Miss Italia 15enni. Però mi piace quello sciocco telefilm su Mtv , “Scrubs” e, bè, nelle ultime settimane, perchè coincide, per orario, con il mio giro di bici da ferma in salotto, ho visto X Factor. E non mi è dispiaciuto. Un artista, una discografica e una donna di spettacolo trainer e giudici finali dei sopravvissuti ai provini.

Non male. Non è rindondante e polemico come quelli di Maria, che non s’affrontano. Gli Amici Sono umanamente inconcepibili. Inguardabili. Anche con uno zampirone di Maria(quella verde) acceso al collo.

A X factor, niente smelenzi esagerati cameratismi, alcuni hanno esperienza, altri no. Certo ti senti vecchia vedendo che un gruppo di ragazzucci che che vuol fare musica, non conosce, NON AVEVA MAI SENTITO “Mrs Robinson” e pronuncia Garfunkel con la U, GarfUnkel. O forse ho sempre pensato che chi vuol far musica, debba avere necessariamente la mia stessa passione e curiosità e una certa cultura musicale.

Ma a parte questo, ho trovato il programma guardabile. Lo smalto di Morgan , invece un pò meno.

Lo guardo. Infatti gli ascolti sono bassi. Vedevo “Hero” e quasi non finivano nemmeno la stagione.

Forse sono io che incido sul gradimento di ascolto ???

Magari potrei considerare, adeguatamente sedata, di mettermi a guardare Walker Texas Ranger, che è la volta buona che lo levano di mezzo. Che poi quando chiedi in giro ma chi cavolo guarda Walker Texas ranger, ti rispondono come quando chiedevi che aveva votato Silvio: non era stato nessuno!!! Nessuno lo vede.

Morgan sa essere così antipatico che finirà per rimanermi simpatico. Mio malgrado, mi trovo in accordo con quello che dice. Artisticamente lo apprezzo e le canzoni scelte da lui, adattate ai gruppi in gara, sono parecchi scalini sopra alle scelte fatte dalla Maionchi e dalla Ventura .

Il pacioccone partenopeo che secondo Morgan doveva essere eliminato, che ieri si è trovato a dover cantare la non poco difficoltosa “The Way You Make Me Feel” di Michael Jackson nella tonalità decisamente poco adeguata alla sue estensione vocale (che aveva scelto malamente il suo maestro) , che non si preoccupasse se è venuta “strozzata” . E’ già difficile non sembrare un deficiente cantando una canzone di Michael Jackson. In fondo teneva in mano un microfono probabilmente prima del biberon. E in fondo se per cantare( e ballare signò) a quel modo devi venire su a cinghiate paterne (poi uno dice che non è normale) come è successo al re del Pop forse è meglio di no. Anche meno.


Non è un paese per vecchi

Oscar1 Stamani sono proprio contenta. L’ho accesa appena sveglia, con in mano una tazza di tè,e lei, la nostra grande tv, mi ha detto esattamente quello che volevo sapere: Bardem ha preso l’Oscar, migliore attore non protagonista.

Il film , che sembra avere uno strano titolo, visto con lo schermo dentro agli occhi da una terribile seconda fila, col mal di testa portato in giro dalla mattina, non poteva avere che questo titolo, non più strano ma perfetto, il suo.

E lui , dirlo inquietante è riduttivo. Gonfio, malato come pochi. Con una sua etica, deviata e contorta. Ed è una bestia che si auto-riapara. Vederlo e rimanere vivo sono due opzioni raramente conciliabili.

“Pericoloso? Pericoloso rispetto a che cosa? Alla peste bubbonica?”

L’azione si sposa con una sceneggiatura, in un certo senso centellinata, essenziale. Ma ogni frase ha un senso, e arriva. Arriva. Dal vecchio sceriffo e dal codice malato del killer. Da un testa o croce. Arriva. Fa chiedersi se, sì, col cuore, stai dalla parte dei vecchi, che hanno ragione loro, siamo alla deriva. Ma poi certi orrori sono nella nostra natura/generazione, o sono quantomeno la normalità della cronaca che sentiamo da sempre e non ci impressiona più, nè ci fa orrore, a volte ne ridiamo pure, come fa il giovane vice…”è umano”. Siamo frutto di un altra terra, dove crescono frutti malati? Come aveva ragione Jannacci in quello stralcetto di intervista, che siamo pronti a disintegrare quello che ci sta davanti in auto…?

Bardem Con tante cose che cambiano, si deformano, scemano di qualità e ispirazione e col tempo non han più niente da raccontare, sono sontenta che i fratelli Cohen non mi abbiano dato una mazzata.I loro personaggi te li porti a casa, e poi, nei cassetti della memoria come solo i libri sanno fare Raccontano storie. E per me che non amo i film d’azione è inusuale innamorarmene così.

Banale e di rito citare Il Grande Lebowski, ma continuo a considerarlo un film straordinario. Sono di parte, ma senza compromessi, pronta a ricredermi. La bellezza, l’intensità non hanno scritto sù un nome.

Bardem ha preso l’Oscar. Bardem, sì, lì sì che sono di parte. E lui sì che me lo porterei a casa.
Perchè è bravo, affascinante,è malleabile, passa da un ruolo all’altro con tanta naturalezza, e si spoglia della sua forte, evidente bellezza per diventare quello che fa. Che fa in modo eccellente.


“NEL”

Bergonzoni_2

Mi è piaciuto rivedere Bergonzoni. Anche più del precedente: “Predisporsi al Micidiale”.
Certo, quando esci, ricordi niente, a malapena il tuo nome, ti ci vuole il cane guida per tornare a casa.
Ma esemplare unico di atleta del verbo. Un ‘illusionista della parola. Uno scompositore.
X ha riso. Le persone ridono in più modi. Una risata aperta, da bambino.
Ha deciso che non mi toglierà il saluto per questo appuntamento al buio col teatro.
Dovrei toglierglielo io invece, cancellare quella piccola X dalla rubrica.
Ha contestato la lunghezza(cortezza per precisione) del mio vestito, per tutta la sera e davanti alla pizza mi ha chiamata Bridget Jones.
Prendi appunti Ubik,scrivi: ecco perchè non uscite mai. Ora lo sai.
Forse dovrei spiegargli che comunque sia, Hugh Grant io lo schifo. Come uomo e come personaggio nel film.


STAND BY(ME)

Ovvero come vedere un film di durata un’ora e dieciminuti in due ore e cinquanta:

"Metti la pausa…!"

Lagrandeseduction_2
Il film se già non l’avevo detto, è una commedia canadese(come la tenda)
carina carina.


Benvenuti in libreria

Benvenuti_2


Mentre telefonavo all’Edison(pubblicitàpubblicitàpubblicità), la mia libreria in Firenze preferita per sentire se i cani possono entrare, certo non immaginavo che sarebbe stata la mia spinosa quadrupede la protagonista del tardo pomeriggio, alla presentazione in DVD della versione Teatrale dei "Gori"(dopo 20 anni si è deciso il maestro a pubblicarli).

Io , Vero e il cane spaparazzate in prima fila, con davanti un tavolino, microfono,e dall’altro lato Il signor Alessandro Benvenuti, questo omone alto, nato nel ’50, portati benissimo, tratti regolari, una bella faccia, dove il tempo sembra  solo aver imbiancato la cornice di capelli. La belezza della libertà.

Lo guardo e mi viene in mente Moretti in Caro Diario:

"Voi gridavate cose orrende e violentissime e voi siete imbruttiti. Io gridavo cose giuste e ora sono uno splendido quarantenne. "

Gentile, sensato e leggero, profondo, colto, poliedrico. Per iente ruffiano, quest’essenza elegante di toscanità, piuttosto "sanguigno" ma elegante.
Aisha si è seduta, ha seguito con attenzione, poi come i bambini si è alzata in su due zampe grattando un braccio a veronica, si è sdraiata sui piedi di Ugo Chiti , si è assopita svegliata, ha mugugliato qualcosa contro non si sà chi, più indietro tra il pubblico. Poi ha infilato il muso sulle gambe dell’interprete/attore/autore/regista/suonatore(il tutto con stile come pochi) e si è fatta stracoccolare, riprendere dal cameramen di una tv regionale, il quale si è fatto poi baciare tutto. Pomicioni.

Ecco, questo è il mio cane. Canina. Poco seria. Non si facciano allusioni. Non me somigghia pè nieeente.