E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

Le mie parole son capriole,palle di neve al sole…

In-Certi giorni

Certi giorni apri le mani e ci guardi dentro.
Certi giorni apri la mano destra ed è vuota. Vuota.
Apri la mano sinistra e ci vedi un esigua-folla di occhi che che ti guardano.
Le persone della tua vita.

Certi giorni apri la mano sinistra e c’è un buco, profondo, abissino.
Devi puntare i piedi perchè non ti risucchi dentro.
Apri la mano destra. E c’è il tappo.
Ma se togli il tappo alla mano destra la falla da colmare sarà lì.

Certi giorni apri la mano destra e ci son sù tatuate decine di domande.
E se apri la sx puoi soffiare via le risposte.
E rimandarle ad un altro giorno. Un giorno migliore per le risposte.

Dicono che le tue mani ti ricordano chi sei.

Dico che è la parte di me che riesco a vedere meglio, sempre, ovunque.
La mia mano sx l’ho disegnata cento volte con la dx, quando la dx sapeva disegnare.

Un giorno apri la mano sx e c’è una canzone, una di quelle che per tua/sua natura ti ha sempre fatto stringere nelle spalle : Malinconia & struggimento
che fa diventare freddo un appiccicoso giovedì di settembre.
Ma se hai l’accortezza  e la memoria di aprire  la mano sx,
ecco, ci trovi un sole rimasto lì da Febbraio, conservato per l’oggi, per cura,
appena caldo,
che  illumina il motivo a giorno le da un nuovo alone,
un nuovo significato.  Una nuova canzone.


E’ domenica

Scivolo

A volte piccole frasi, ignare, accendono focolai, avviano insurrezioni interne, rivoluzioni.
“Devi assomigliare ai tuoi occhi” è una critica che fece centro. La freccia nel cerchio più piccolo

E non tanto perchè ritenga i miei occhi particolarmente belli.

Mentre parlavo al telefono, disegnavo fiorellini a testa in giù petali in giù…a vaso in giù.

Poi , ho nella testa un lieve ritardo.

Accade quando il corpo va più veloce, assaggia, si perde, si confonde.
La testa non gli sta dietro, si appanna.
La mano si fa prendere e portare con un inconscienza infantile.
La testa ha un tremito di una paura adulta.Paura proprio, allora rimane indietro.
Il corpo è certo più evoluto.
Ed è come salire sullo scivolo, come quelli che popolavano i nostri giardinetti.
Ancora uno, ancora uno. In fila tutti i bambini.
Non esisteva la fatica.
La paura non faceva paura.
Perchè quella cosina che si sentiva dentro poco prima di scivolare era impagabile.
E infatti non si pagava. Era semplice semplice.
Dovevano ancora imparare i bambini cosa è uno status symbol. E mica avrebbero saputo che quella, quella sensazione un giorno avrebbero cercato nelle cose, nelle macchine,o in altri corpi ma con disamore, e nell’immagine, ce l’avevano avuta in un giardinetto a prezzo zero.

Ma io finisco sempre fuori tema.
Molto meglio scivolare.
Prendimi la mano, se vuoi.
Poi scivoliamo
Scivolamo
Scivoliamo


Chiaroscuro

Nightday_2

La notte è nuda e ha rimesso il tuo odore nel letto.
Il giorno invece è di Charlie Brown:
Sà di pioggia e di “ce n’è sempre una” con lo snoopy spinoso nel pelo ma bracchetto nell’anima, sul seggiolino posteriore. E lei un anima ce l’ha, son sicura.
La notte è quella ma sempre nuova. E’ il resto della cena cinese in camera.
Il giorno arrivo in banca e mi hanno estinto il conto: non ci andavo quasi più perchè mi era scomoda, loro mi mandavano raccomandate ad un indirizzo di 4 a nni fa…
Estinto mi risuona di documentario.
Il giorno sà anche di amici e del primo amore non si scorda mai. Io infatti sò sempre ignorante, lui è sempre amorevole.
La notte scivola via ad una certa ora. Nella pioggia, io mi tiro sù la coperta fino agli occhi e rabbrividisco.
Il giorno mi toglie il sonno preciso alle 6 in punto da un pò e non me lo rende e sto lì ad aspettare la luce.
I miei ex coinquilini che nei momenti di delirio dicevano(ma mai tete a tete) che io guadagnavo della loro presenza…mi han lasciato ad oggi circa1500euri di danno, complice la mia dabbenaggine e non curanza.
Mbeh…si estingueranno, no? Poi ogni “spicciolo” andrà nel fondo Grande Vacanza. Son già lì a pensarla.


Pay The Bill

Stamani il cielo era tutto tempestato di grigio e io me lo immaginavo come sarebbe stato Glitter.
I ragazzini vanno a scuola col Trolley Le palpebre mi fanno giacomogiacomo, e non è colpa di giacomo, piuttosto del rumore di bottiglia sui discorsi della notte . Ma scrivere. Ci penso di continuo.
Qualcosa che ha un senso, un capo una coda un corpo.
Parole poi che non c’entravano tra me e
l’interlocutore della notte.
Sembra fattibile scrittura, difficile come gli amori a distanza ma esente da rischi come investire 100 lire.
Non volevo così deturparlo che non ci avrei messo nemmeno la voce ma la rete è galeotta.
Certo, abbiamo dato un occhiata alle prugne secche e concluso che il nome era appropiato causa/effetto, perchè non provare. Bene.
E da quì, Mister Whiskey-che non mi ricordo il nome e strade bagnate, dove si va?


1

Sogno di togliermi me stessa
come si sfila un cappotto…

Le parole, meravigliose, puoi scriverne centinaia e gettarle via in un click.
O proprio come un foglio di carta, appallottolarlo e lanciarlo fuori dal cestino


Non sempre mi va di essere chiara

perchè le parole sono una coperta nei quali suoni e sillabe io mi avvolgo.
E sono ben meglio di quei pladdini di pail, euro4,99 di Ikea,ok?
C’è più ampia scelta di colori e sfumature. Puoi buttarle in lavatrice a 90 gradi le parole, loro non se la prendono, non si infeltriscono, almeno le tue, quelle che dici per te. Tuetuetue.

Poi ci sono quelle che ci legano agli altri. Ed è un altro paio di maniche, fonte di beghe infinite e di malintesi.
Le parole dette. Ma anche quelle accennate e velate, che tastano il terreno.
Che non sai bene nemmeno tu che direzione vuoi dargli o come arriveranno.
A volte esagerano i pensieri. Oppure non somigliano minimamente a ciò che senti.
A volte proprio non si capiscono.
Io, appena si tocca il terreno(specie se teorico) della sfera affettiva mi faccio nebbia intorno, diramo il sentiero, lascio sassolini per non perdermi. Ma poi mi perdo. Non so chiedere e non sò dire.
Non mi viene naturale dire, spiegare CHI sono perchè mi par ridicola la gente che stende lunghi ritratti di sè:
"Io sono così e cosà(sono cosìecosà!)…"
…mi fanno ridere come le fatalone che accavallano le gambe. Allo stesso modo. Quando ci si vuole sottolineare, va a finire che vien fuori una buffa caricatura di se stessi, nel migliore dei casi.
Nel peggiore, una deforme, patetica fotografia.
La mia specialità? Non si vede? parlare, parlare e non dire niente. Regina dell’Omelette.

Messaggi


Ancora sembra

Sembra che cambio
ma sono io
lo specchio si incrina
non sento il mio odore
e cerco il sonno
nelle mie notti bianche

evado dalla mia pelle
e mi metto
da parte
e ti vengo a cercare
per una inutile carezza,
una preoccupazione
un come stai

un pensiero
a tutti quelli che son passati
si son seduti
sulla panchina
han guardato
il fiume

Coraggio bambini
si chiuderà
di tanto in tanto
tutto il solo
la voragine di vuoto
che si apre nel silenzio
del non avuto
scavi,solchi di pensare…
…non andrà mai completamente
(o svaniremmo anche noi)
quelle assenze
come un ritardo senza recupero
                                      e si può solo
                                                "da domani in poi…"

il nero contiene tutti i colori

ma può tenere un pensiero
un abbraccio
per ogni paio di occhi tristi?

quì la tua voce è muta
la mia paura è di non essere lieve
allora a distanza
a insaputa
accendo un "è per te"


post

Dammi
non darmi
Sorridi
sorridi
con la voce e con gli occhi
stringi in curva
curva le ciglia
e passa
passa
come passa
lo squillo del telefono arreso
come imbruttirsi
per rivedersi luminosi
come farsi una domanda e il lampione che si spenge mentre passi,
risponde
In un vecchio film le streghe abbuiavano i lumi al loro passaggio.


niente
niente
io e Vero ci guardiamo in faccia
che schiaffo morale
la coppia più "leggera" , allegra solare che vediamo in giro
è gay.
Poi?
Poi tutte scemarielle a guardare "il bivio".
Chi domani si perderà per le strade di questa città e chi vorrebbe disperdersi in nessuna strada di nessuna città

Aprirei la porta al viandante
perduto tra il buio e la stasi come me, diversamente da me.
O forse no.
O forse.
Perchè, che dirsi?
Ci son troppe cose
e molti silenzi da spargere tra le mura.

Faccio fatica
a dormire
a stare sveglia
a stare
questa sera


Sere che vorresti

Sere che vorresti,ma non ce la fai.Ti metti allegramente in panchina aspettando "il momento per un migliore slancio"per citare.
Sere che sonnecchi poi ti svegli in cerca di qualcosa da fare.Accendi piano la  musica.
Senza rotaie…?Senza treno.Non sai certi giorni, quanto sia utile il trip sulle tue gambe.
Ti piace immaginarti un viaggio su un colorato camper,ospitale allegro.
Quanto utile sia alla fine il tuo mondo fatto di parole,intervallate di silenzi,sospese,sostenute dalla bellezza dei loro suoni non sai.
Hai paura di non usare abbastanza il tempo che ti passa sopra come grandi nubi inafferrabili di forme
da interpretare con lo sguardo.
Hai paura che non ti riconosca l’altra anima tua.
Il tempo?Passa?
Sai solo che adesso, adesso,è il momento per camminare lungo il ciglio, sedersi ai bordi del mondo per osservarlo un pò da fuori…come tanti tanti anni fa,i primi.