E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

Fernando Pessoa

Fotografia

"Una delle grandi tragedie della mia vita (di quelle tragedie, comunque, che avvengono nell’ombra e nel sotterfugio) è di non riuscire a provare sentimenti in modo naturale. Certo sono capace di amare e di odiare come tutti, come tutti sono capace di temere e di entusiasmarmi; ma nè il mio amore nè il mio odio nè il mio temere nè il mio entusiasmo sono esattamente quelle stesse cose che sono. Manca loro un qualche elemento o ne hanno qualcuno di troppo. La verità è che esse sono qualcosa d’altro , e ciò che io sento non va d’accordo con la vita.
Negli esseri che vengono definiti calcolatori(e la parola è molto indicativa) i sentimenti risentono della limitazione del calcolo, dell’attenzione egoista, e sembrano altri. Negli esseri propriamente definiti scrupolosi si osserva lo stesso spostamento degli istinti naturali. In me si osserva lo stesso turbamento della certezza del sentimento ma non sono un calcolatore e non sono scrupoloso. Non ho giustificazioni per il mio modo errato di provare sentimenti. Per istinto altero la natura degli istinti. Senza volere, voglio nel modo sbagliato."
Pessoa
Il libro dell’inquietudine


Non so essere utile nemmeno sentendo, non so essere pratico, quotidiano,nitido, non so avere un posto nella vita, un destino fra gli uomini, un’opera,una forza, una volontà, un orto…
       

      Álvaro de Campos
    Uno dei tanti riflessi dell’anima di Fernando Pessoa


Sulle rive del Tago

Roberto Vecchioni
Le Lettere D’Amore (Chevalier De Pas)    
Fernando Pessoa chiese gli occhiali
e si addormentò
e quelli che scrivevano per lui
lo lasciarono solo
finalmente solo…
così la pioggia obliqua di Lisbona
lo abbandonò
e finalmente la finì
di fingere fogli
di fare male ai fogli…

e la finì di mascherarsi
dietro tanti nomi,
dimenticando Ophelia
per cercare un senso che non c’è
e alla fine chiederle "scusa
se ho lasciato le tue mani,
ma io dovevo solo scrivere, scrivere
e scrivere di me…"
e le lettere d’amore,
le lettere d’amore
fanno solo ridere:
le lettere d’amore
non sarebbero d’amore
se non facessero ridere;
anch’io scrivevo un tempo
lettere d’amore,
anch’io facevo ridere:
le lettere d’amore
quando c’è l’amore,
per forza fanno ridere.

E costruì un delirante universo
senza amore,
dove tutte le cose
hanno stanchezza di esistere
e spalancato dolore.

Ma gli sfuggì che il senso delle stelle
non è quello di un uomo,
e si rivide nella pena
di quel brillare inutile,
di quel brillare lontano…

e capì tardi che dentro
quel negozio di tabaccheria
c’era più vita di quanta ce ne fosse
in tutta la sua poesia;
e che invece di continuare a tormentarsi
con un mondo assurdo
basterebbe toccare il corpo di una donna,
rispondere a uno sguardo…

e scrivere d’amore,
e scrivere d’amore,
anche se si fa ridere;
anche quando la guardi,
anche mentre la perdi
quello che conta è scrivere;
e non aver paura,
non aver mai paura
di essere ridicoli:
solo chi non ha scritto mai
lettere d’amore
fa veramente ridere.

Le lettere d’amore,
le lettere d’amore,
di un amore invisibile;
le lettere d’amore
che avevo cominciato
magari senza accorgermi;
le lettere d’amore
che avevo immaginato,
ma mi facevan ridere
magari fossi in tempo
per potertele scrivere…

Fernando_pessoa


Vorrei scolpir parole come loro modellano la mia anima e rivedere Lisbona

Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d’essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo.
                      Fernando Pessoa


Pessoa

Quello che c’è in me è soprattutto stanchezza non di questo o di quello e neppure di tutto o di niente: stanchezza semplicemente, in sé,stanchezza.

La sottigliezza delle sensazioni inutili, le violente passioni per nulla, gli amori intensi per ciò che si suppone in qualcuno, 

tutte queste cose -queste e cio’ che manca in esse eternamente-tutto ciò produce stanchezza,questa stanchezza,stanchezza.

C’è senza dubbio chi ama l’infinito, c’è senza dubbio chi desidera l’impossibile, c’è senza dubbio chi non vuole niente-tre tipi di idealisti, 

e io nessuno di questi: perché io amo infinitamente il finito, 

perché io desidero impossibilmente il possibile,

perché voglio tutto, o ancora di più, se può essere, o anche se non può essere…

E il risultato? Per loro la vita vissuta o sognata, per loro il sogno sognato o vissuto, per loro la media fra tutto e niente, cioè la vita…Per me solo una grande, una profonda, e, ah, con quale felicità, infeconda stanchezza,una supremissima stanchezza,issima, issima, issima,stanchezza…


Jena…

https://i1.wp.com/www.giovannacardi.blogger.com.br/poema%20de%20FernandoPessoa.jpg

Sì è vero ho una simpatia particolare per i Portoghesi.
Le nostra passioni per altre terre possono essere legate ad esperienze più o meno positive, magari è il tuo caso, non sò. Come me con la Spagna:non mi è scattata nessuna scintilla, pur essendoci stata 3 volte, nè per la Spagna nè per gli spagnoli, ti rubavano perfino le pinne sulla spiaggia e nonostante città molto belle che ho visto…niente.
Eppur mi piace il cinema spagnolo ad esempio,moltissimo.
Nel mio caso amo Lisbona perchè sa di poesia, perchè respiro Pessoa, Pessoa nei suoi innumerevoli se stesso, le sue strade, vedo buona parte di ciò che vedevano i suoi occhi,sento le sue parole scivolare sul Tago, uscire dalle pietre…un legame indissolubile il suo pensare incessante e questa città.
Pessoa è travolgente,penetrante,ti silenzia. E’ il pensiero inespresso dell’anima. Ferma il respiro a mezz’aria tanto "possiede" le parole.
Quasi un timore a volte nell’aprire certe pagine tanto può esser intensa la verità,farti accellerare battiti e respiri,quanto le parole che dovrebbero essere solo parole possano avere consistenza e forma ed essere toccate e toccare.

Amo lisbona,la sua modernità sviluppata con una certa armonia e quasi un rispettoso conservare della decadenza.
Preferisco di gran lunga il Nord di questo paese,meno turistico e particolare.
Nei miei viaggi,mi sono invaghita di certe regioni della Romania così "pure" .
Mi ha affascinato Budapest e mi sono lasciata tirar dentro dai colori,dagli odori di altri mondi che ho visto in Turchia e Marocco,come un incantesimo,una stregoneria. Colpita dal Il loro senso dell’ospitalità, dall’offirti il tè anche dal benzinaio, che a noi piace attribuire ad un interesse turistico(ma se a Firenze i turisti li trattano a pesci in faccia!!)ma è legato ad una cultura.

Il Portogallo lo amo per motivi diversi: per sensazioni del tutto irrazionali che me lo fanno sentire "casa"…come già vissuto.
Il mio simpatizzare per la loro storia, per quella lingua difficile e familiare, per la loro cultura, come se avessero delle radici in me, forse in un altra vita.
Sento un "legame", ecco perchè ci sono tornata l’anno scorso,dopo 5 anni, per capire.
E ho provato nuovamente le stesse forti sensazioni di appartenenza.Che strano.

Sono sempre stato un sognatore ironico, infedele alle promesse segrete.   
Ho sempre assaporato, come altro e straniero, la sconfitta dei miei vaneggiamenti, assistendo casualmente a ciò che credevo di essere.
Non ho mai prestato fede alle mie convinzioni.
Ho riempito le mie mani di sabbia,l’ho chiamata oro, e ho aperto le mani facendola scorrere via. La frase era stata l’unica verità. Una volta detta la frase, tutto era fatto,
  il resto era la sabbia che era sempre stata.
       
("Il libro dell’Inquietudine" )

Fernando Pessoa

Non so essere utile nemmeno sentendo, non so essere pratico, quotidiano,
        nitido, non so avere un posto nella vita, un destino fra gli uomini, un’opera,
        una forza, una volontà, un orto…
       
( Alvaro De Campos )


Pessoa

Per essere grande,sii intero:non eccedere o non
escludere nientedi te.
Sii tutto in ogni cosa.Poni quanto sei
nel minimo che fai.
Così in ogni lago la luna intera brilla,
perchè alta viva
( F.Pessoa)


UBIK

Dopo l’inverno “pinguino”,magrezza si ripresenta alla mia porta…magrezza per dire…se vi piace Kate Moss…non sono io…ma poi mica mi piace Kate Moss a me.
Oggi aperta scatola magica delle cose che non mi stavano più,quelle più carine, le ho regalate…ma qualcosa stipata ancora c’è,tanto per capire.Provati pantaloni bianchi…quelli che proprionon stavano qualche tempo fa,oggi calavano…soddisfazione?
Zero.
Meno,forse.
Nella mia testa stasera,vuota,solo desiderio di non essere nemmeno guardata…che non importa.
Mi siedo in un angolo,tra VEtri e VEstitini,
raccolgo la testa e la malinconia nei gomiti
e i gomiti sulle ginocchia.
Sono io,sempre io…sembra che cambio ma sono io…..

di Fernando Pessoa:
Non sempre sono uguale in ciò che dico e scrivo.
Cambio,ma non cambio molto.
Il colore dei fiori non è lo stesso quando c’è il sole
o quando passa una nuvola
o quando entra la notte
e i fiori sono del colore dell’ombra
Ma chi guarda si accorge che sono gli stessi fiori.
Per questo quando sembro non concordare con me stesso,
osservatemi bene:
se ero girato verso destra,
ora mi sono girato verso sinistra,
ma sono sempre io,fermo sui miei piedi.
Sempre lo stesso,grazie al cielo e la terra
e ai miei occhi e ai miei orecchi attenti
e alla mia chiara semplicità di anima….

Mi chiedo delle mie colpe…e quanto siete insensatamente cattivi e soffocanti
talvolta…..


??

Delusa? No.
Confusa? Non più.
E l’irrequietezza? Passata.
E la confusione? Si è sciolta, lasciando silenzio.
Penso, anche che, con il pensiero, ho provato delle emozioni, pizzicato delle corde in me che temevo rotte. E’ una cosa importante, che cercavo di capire da tanto, anche se ora ha perso, non so perchè, il suo valore. Attimi.
Allora anche se dico a gran voce che certi sogni devono rimaner tali, è solo un bla bla bla per dare un senso ai fatti.
Non mi ritrovavo nel pensiero di Pessoa di rimaner estranei e distanti da gioie e dolori, di non farsi coinvolgere dalla vita, di osservarla senza interrogarla. Vedevo in certe poesie “passività”, non posso farlo io io, “nordica” perchè il mio calore oscilla solo tra 2 posizioni: on/off, (ci stiamo lavorando).
Però dopo tanta fatica per capire CHI sono, comprendo più il suo pensiero…non lambiccarsi, non farsi un bozzolo da cui non nasceran farfalle di ciò che a volte succede, perchè succede…..semplicemente, lo dico in queste ore di contraddizioni solo apparenti.
Ciò che succede non è “destino”, perchè sarebbe frutto di un calcolo che Qualcuno ha già fatto per noi e questo mi è inaccettabile, ma è un percorso, in parte creato dalle nostre energie, dalla nostra mente, miscelati al caso. ED HA UN SENSO. Cerco di coglierlo, forse perchè sono serena, non ci riesco, forse perchè è PRESTO e la direzione, da questa angolazione non la si intuisce e basta!!
Semplicemente ad un bivio abbiamo sbagliato strada e c’è da tornare indietro. Perchè le distanze avvicinano, illudono (non mi piace questa parola) idealizzano, l’avvicinarsi ti costringe al reale mentre tu avevi voglia di sognare…che sì, è più bello perchè il sogno lo “guidi”tu, l’avvicinarsi ci ha distanziato tipo terra/luna…per me mi accorgo quanto mi sia lasciata nel gioco, sicuramente per affinità elettiva, poi per mantenere la mia distanza dagli uomini e dal reale e dal doverci mettere del sudore,perchè io voglio solo la spensieratezza e la gioia e un amico con cui far l’amore, un utopia senza dolori e senza sofferenze. Mi guardo intorno, forse se nessuna coppia è così, sì, è un utopia che la matematica non è un opinione(?)…me frega niente tutto sommato,allora preferisco il mio vagabondaggio sentimentale…è nell’ordine delle cose che la piantina muore? Bè quella di mia madre che stava nelle scale, stava lì da una vita, nessuna cura particolare, forse non dimenticarla, aver trovato IL posto giusto, forse solo per la voglia di vivere…
Se tutto ciò che scrivo non ha un senso è perchè parlo per me sola oggi, senza il mio ego proiettato a guardare quanti visitatori sul mio blog. Tutto quì.


Equilibrio sopra la follia: Noite e luar

Stanotte farò fatica a trovare il sonno,lo so.
Penso a Lisbona…alle sue salite alle discese,decadente e romantica.
Lisbona moderna,un cestino col posacenere ogni 10 metri…
Lisbona che la puoi vedere dall’alto da ogni dove.

Soprattutto penso alla Lisbona tanto amata da Pessoa…
…lo immagino in notturne passeggiate solitarie,solo o in compagnia dei suoi eteronimi…di tutti i Pessoa che abitavano nella sua anima.

Lui scriveva con più pseudomini(si arriva a contarne 24,nei suoi scritti),ognuno con una personalità distinta…ma aveva le parole…

Allora penso che le parole,sì estemporanee,evanescenti,sono una specie di formula magica…pronunciate nella giusta sequenza,coi termini precisi fanno fare un "click" dentro me,la cassaforte si spalanca e vedo chiaro senza giochi di ombre ma stagliato nella luce"il senso preciso delle cose".Che abbia un senso "vedere" ci si può chiedere……

"Porto con me la spina essenziale di essere cosciente"

"Dopo che il declino delle stelle è impallidito fino a scomparire nel cielo mattutino
e la brezza è diventata meno fredda nel giallo appena arancione della
luce sulle poche nuvole basse,
finamente io che non avevo dormito ho potuto alzare lentamente il mio corpo esausto di niente dal letto nel quale avevo pensato
l’universo."