E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

Blue Room

Saluti e Baci

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Quella volta, era settembre, ci trovammo faccia a faccia. Massi uscì dal bar, immagino vi andasse di proposito visto che era fuorizona per lui, ed era sotto casa di mia mamma. Ci eravamo lasciati da quasi due mesi. Lui era tornato a casa dai suoi, io avevo preso la canina e trovato sistemazione in casa con un altra ragazza. Posò gli occhi, nei miei, quegli occhi pieni di vita, di dolore, Montaliano Male Oscuro e impotenza,li appoggiò sulle mie ciglia e mi chiese di andare a cena a casa sua.
Non da lui chiedere, e non da me accettare.
L’unica persona lasciata e presa all’infinito, il solo per cui sia mai tornata sui miei passi dopo la parola Fine.
Quella cena , che lui cucinò e non riuscivo a immaginarlo a comprare vino e candele rosse, accese poi a illuminare le sue lacrime, le sue, lì per noi, finì col mio vestito azzurro sul tappeto, che poco poco facevamo l’amore sul tavolo.
Finì con l’inizio ignaro della fine. Lui che si scordava il compleanno, lui che poi senza occasione alcuna tornava con stralunate composizioni dal fioraio , che non volevo regali perchè me li faceva scegliere e io non sò, no-nò, non così, regalami (mai detto, solo pensato)due righe al mattino scritte col lapis su uno scontrino della spesa e i tuoi occhi incandescenti. Lui che non fu per me , nè io per lui.
Quel che oggi non chiamo più, chiamavo cuore.
A fronte di ciò, mi guardo arruffata, col viso troppo rosso,
con i capelli cresciuti in disordine e verso l’alto,
dentro uno specchio tondo e mi dico che sì, nessuno più, niente più cose speciali e inimmaginabili, tutto sempre seguente un filo, una logica prevedibile…nessun folle
             "…Ricordi?"   
              "Ricorda!"
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  un bigliettino per me,

trovato sul motorino e petali di rosa miei per lui
un lui che fu, che durò un anno, il tempo di una  fioritura
                            le poesie, poesie per me, inganno e lusinga, o il fidanzato per 4 anni,
l’autoradio regalata all’uscita della scuola guida come dire:"ovvìo, ce la fai"
tanti anni fa, l gelosia, le vacanze insieme
                                      il pensiero improvviso di te,
o quella volta che F, più grande un bel pò di me , perse la testa, e mi sembrò folle, e mise a tappeto ogni mio no, fino a riuscire a farsi conoscere, conoscere da me, da me che mi sbagliavo.  Che non si combatte, che l’amor non è guerra. Eppure lui sapeva che semplicemente avevo gli occhi abbassati.  E che l’avrei  guardato  se restava lì.
E  le sorprese.   
   Che basta niente a colmarti le labbra in sorriso …
…la spontaneità.
                          Spontaneità…ecco.
Anche la mia alzò la guardia, tirò il freno a mano, spense l’ingiustificata
spensieratezza dei pesi anni miei, alleggeriti da chi,
senza ma nè forse mi tese la mano chiusa su un fiore,
lasciò una scia di piccole follie solo per me, come se fossi davvero speciale,
tanto piccole, tanto importanti.
Gratuite, si potrebbero dire oggi…tanto gratuite che non le si fa più.
Dai 30 anni miei, l’unica domanda che si fa un uomo nell’uscire pare essere quante volte dovrà uscire per portarti a letto.
Nè io provavo vergogna per le attenzioni che prestavo, il regalo pensato per lui ,
sorprese la notte, una faccia stupìta che ti fissava, le braccia al collo,
la canzone per te, tutto immediato come una fotografia ad un passante.
Mi accorgo, stupidamente donna, sciocca, banale se vuoi, quanto bello sia, tutto luce
fino ad un bacio sotto l’ombrello di una amore che mai fu eppure brillò
quanta vita è…aprire la porta a chi non aspetti,
sentirsi fortemente voluti, importanti.
Non come un trofeo, no, ma come una conquista, un destino rincorso.
Scioccamente, sì.

Sciocca.


Your Blue Room

Lì si sta scalzi. Sempre, a parte quelle volte che il vezzo femminile ti porta a mettere un tacco alto
per risaltare le gambe, perchè si posi come una carezza uno sguardo altrui sulla pelle, nelle curve del proprio corpo.

Maldives


SLIDE AWAY

SLIDE AWAY….stasera…tutto ciò che voglio,dopo la vasca e l’accappatoio…
La sua voce,la sua calda sensualità seguita per anni…muore nel 1997 Michael Hutchense degli INXS,il mio rock,quello che calzava ai miei umori giovanili….lascia questa traccia parziale,incompleta….
Bono,suo amico in vita la tocca,aggiunge la sua voce alla pista lasciata da Michael e nasce questa(per me)Perla…spengerò la luce adesso,mettero il"repeat"chiuderò gli occhi,mi abbandonerò alla sensazione che oggi mi seguiva,che ho provato a scacciare,che torna,che mi chiede di abbandonarmi a lei,a lacrime  che non ho usato e che forse si stampiglieranno nella rete di queste parole di queste 2 voci calde…se non l’avete mai sentita…

SLIDE AWAY
            
Are you gonna wake again?
Are you gonna take it down?
Oh babe, I don’t wanna deal it
Oh, make it alright
Gimme some, my love
Away, away, away

I just wanna slide away and come alive again
I just wanna slide away and come alive again
I will see that love again, and find a life again
I just wanna slide away and come alive again

I wanted to let it go
Just couldn’t let it go
I wanted to let it go
Just couldn’t let you go

I would catch you
(Just couldn’t let you go)
I’d catch you as you fall
(Just couldn’t let it go)
I would catch you
(Just couldn’t let you go)
I’d catch you if I heard your call

But you tore a hole in space
Like a dark star, falls from grace
You burn across the sky
And I would find you wings to fly
And I would catch you
I would catch your fall

I just wanna slide away and come alive again
I just wanna slide away and come alive again
I will see that love again, and find a life again
I just wanna slide away and come alive again

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