E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

“Tieni ad un amico leale come ad entrambe le tue mani”-

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Dicono che chi cerca trova

eppure la vita, data la mia pigrizia, talvolta indolenza, mi ha mostrato che è non cercando , che si inciampa sulle cose belle. Amicizie profonde , nemmeno sfiorate con l’intenzione, trovate come perle, non nei blù degli abissi, nel loro habitat, ma aprendo una cozza al ristorante.

E ci son proprio cose che non si cercano, anche se frugando nei libri della mamma ho scoperto che tante cose non chieste, non richieste, non espresse, non comunicate mi hanno causato anni di allucinanti mal di testa. Nausea, vomito. Anni intermittenti, ecco la stranezza che mi ha portato ad un esame interno.
Se ne andavano per molto, molto tempo, poi tornavano a paralizzare il cuore della mia testa.

Comunicare, partorire con le doglie cose che sento, non è meno difficile, meno doloroso di un emicrania. Però può cacciarla via. Non padrona dei mezzi, nè ancora capace, per ragioni che io sò, che non dirò, sarebbe inutile spiegare a chi mi inciampa oggi, a molti che c’erano già, quanto mi costa, che prezzo ha per me,che non è una liberazione ma un immane sforzo, comunicare.

E a chi sà, forse una sola, lei mi solleva dalla fatica delle parole, perchè le basta uno sguardo o il niente per sapere, un silenzio condiviso, un sentire diverso e simile, che a volte mi sembra di udire il mio stesso sangue sù per le sue vene. Anche da lontano.

Non cercando ho trovato guai. Non cercando ho trovato attimi che valevano la pena.
A volte vissuti, altre, schivati, scansati, aggirati. Qualcuno è volato via , ma non so pentirmi.
Ditanto in tanto , uno, dalla forma di boomerang mi ha disarmato e stesa e vissuta, spogliando le mie paure col suo coraggio. O incoscienza.

Chi cerca trova. Chi non cerca trova cose che non cercava, forse che nemmeno voleva ma che sanno di buono e di nuovo, che ti cadono tra le mani in un pacchetto chiuso. Con i suoi rischi. Fatalità.

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Scissa

Come un onda di paura, senza suono alcuno, improvvisa, dopo il giro delle palestre, in macchina tra i semafori,mi ha investito dietro al collo fino alla punta dei capelli il tuo ricordo.
La notte che sei morta il tuo uomo era a trombarsi una da una botta.
Il mondo è piccolo. E assurdo. Un piccolo mondo crudele.Il mondo ingoia i segreti, poi li sputa come da un cratere, una notte al bivio, da una bocca innocente. Rosi non ti aveva conosciuto ma avevate un fidanzato in comune, in tempi diversi e incrociati.
Mentre tu morivi. Lui non c’era. Fosse stato lì. Fosse stato lì sarebbe stato un tiro di coca sul tavolo della cucina probabilmente. Ma non c’era. Dopo il funerale, piangeva, la vita tagliata, mostrava la tua foto a tutti, ti amava come nessuno. Quanta colpa in quelle lacrime. Poi, poi, chi non ha testa si perdona in fretta. Forse.
Tu invece, per dirla alla Celentano, eri forte davvero.
Nel tuo metro e poco più, nella tua bottega azzurrina, nel tuo visino bellissimo, in quella calma tutta personale, che i poco attenti scambiavano per inerzia. Tu eri forte.
Non avrei mai letto quanta storia eri, se con gli anni, dalla tua bocca, candidamente raccontata come fosse la ricetta del tacchino di Natale. Come eri tu. Con il tuo poster di Zero, con i tuoi bambini non troppo più piccoli di te, con le tue sigarette, tu, che avanti anni luce, mi tagliavi i capelli senza fermarli nemmeno con una molletta. Veloce e bene, immune dal morbo del pettegolezzo che abita in certe botteghe. Certi giorni sembrava un bar. Ci si fermavano tutti, per fare due chiacchiere.
Tu, nella tua morte annunciata in dubbi e presagi a ciel sereno. Con l’istinto di mamma.

La voce di veronica in delay mi arriva…”Mi vesto come venerdì o metto il vestitino verde?”
“Il vestitino verde.” E io mi avvio al ritorno. “E verde!”

Sono stati attimi di smarrimento, sanguinamento interno, forse stava già lì l’onda anomala. Forse doveva implodere. Mi si squagliano le tonsille.
Forse in questo mondo di letterati dove un verbo al posto sbagliato provoca conati di vomito, non saresti stata compresa. Ma anche per te sbaglio, sbaglio la punteggiatura e le parole, perchè un decimo della tua umanità colmerebbe cervelli colti e vuoti. Eri intelligente nel tuo rispetto, colta nel tuo cuore. Mi piaceva sentirti parlare.
Tu avevi un piccolo perlaceo fascino che troppo poco ne ho visto.


R

Non sò se avrei dormito, la notte mi è tornata capricciosa da qualche giorno.
Certo il divano di camera mia, perso il suo giallo, un fallito sogno erotico, essenzialmente scomodo per certi slanci, ieri è stato comodo e salotto. 4 ore son volate, insieme al giubbotto di Robi su una sedia. Credo che abbiam riso tre quarti del tempo, aggiornato l’aggiornabile, le confidenze, colmato le assenze. Tutto il tempo con le gambe distese sulle sue ginocchia, cercando di non gravare sul suo menisco malandato, nel nostro mondo di supposizioni, di “ti immagini se…” , i suoi 1000 racconti che non ci si annoia mai. Aisha sognava ai piedi del letto, in cuccia, semi-addomesticata(a giorni alterni, come le targhe). Quando è stata l’ora del sonno erano le dueventi come nulla fosse. E dentro la notte, quel bene così tanto che non sai mai bene come manifestarlo. Non sono mai maliziosa con lui, me ne vergognerei.
Ho messo in un vasetto le lucciole, fatto i buchi perchè respirino nella notte. Ogni tanto mi scostava i capelli dalla fronte, e mi ha accarezzato le gambe tutto il tempo. E’ un rapporto strano dove la sensualità messa spesso in discussione in passato, ma mai in atto da entrambi è implosa e divenuta una forma di bene inafferrabile. A vederci dall’alto mi siam sembrati due fidanzati su quel divano, ma di una inspiegabile razza.


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Ho ridotto i consumi al minimo, ma dormito quasi niente.
Vitamine e caffè.
Stasera aperitivo con Robi. Lui, io no, io non-aperitivo.

E non ho nemmeno capito bene dove. Ma non fa niente.
L’ho rimbalzato ieri perchè DOVEVO andare a casa, senza passare dal via, scheggia sotto il pile, nella mia cuccia insonne, la tana, il nido, scrollarmi di dosso il gelido. A letto senza cena. Punita!
Ogni volta vorrei tornare indietro ai nostri inverni,
l’umido, i cani, la nostra casa scoperchiata in mezzo al campo, le sue stupide barzellette.
Aperisì-aperi-no, aperi-boh


Buon Compleanno Menina

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Siccome sono stata troppo la prima ieri che non era il tuo compleanno vorrei essere anche l’ultima a farti gli auguri oggi che lo è. Sono una fida distratta, di quelle che scordano anniversari e compleanni, lo sai, ma non te. Anche quando non sembra e mi crogiolo nella mia pigrizia, mi imbozzolo a casa nei lunghi inverni, sei quì. Quì, vedi?
Sei straordinaria, genuina , passionale, nel bene e nel male, tu passi e rovesci secchiate di acqua fredda, calda, c’è quello che pensi in ogni tua espressione o gesto, sei impetuosa e passionale anche quando racconti piccole cose. Sai di vento. Mi sei tanto opposta, che sai, mi affascini, dopo tutti questi anni. Mi fido di te. Poi sei forte, e in certi giorni una leggera brezza ti tira giù come un fulmine un fruscello. Che non devi aver paura di aver paura e se non puoi cambiare molte cose o le persone  intorno a te. Oggi hai la consapevolezza che puoi cambiare te, puoi scegliere per te. Anche la terra sembra ferma e gira. In questa piccola giostra "equidistanti da un punto blu" diceva una canzone siamo noi e vorrei continuarlo insieme il viaggio, anche se ci scambiamo i tempi, ci perdiamo, ci aspettiamo, facciamo lunghi tratti da sole, diventiamo invisibili e lontane per poi trovarci a dormire nello stesso letto e tutto ridiventa come una volta. E’ sempre una piccola magia. Buon Compleanno Dani.


Dicembre 2006

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Il ritorno

                  Solo questo.
Sò che non sarà un tramonto nè un alba a commuovermi, che le lacrime le serbo per i giorni di pioggia…così si mimetizzano…
Solo questo mi ha portato in mente da dire e pensare pensandovi, e lucidato le retine, e ascolterei 10-100 volte, mentre il mare mi fa ancora blu le pupille del cuore.

Solo questo a  chi ha chiuso la porta 10 minuti fa e mi farà uno squillo arrivando a casa,e solo questo a chi si avvia al sonno, a chi distante è quì, solo questo a chi non puoi guardare negli occhi,sentirne la risata ogni volta che ne hai voglia:

  "Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore…"

 

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Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore…

        Vinicio Capossela
       
        Ovunque Proteggi

Non dormo e ho gli occhi aperti per te,

guardo fuori e guardo intorno

come è gonfia la strada

polvere e vento nel viale del ritorno…

Quando arrivi, quando verrai per me

guarda l’angolo del cielo

dove è scritto il tuo nome,

dove è scritto nel ferro…

Nel cerchio d un anello…

e ancora mi innamora

e mi fa sospirare così…

adesso e per quando tornerà l’incanto

E se mi trovi stanco

e se mi trovi spento

se il meglio è già venuto

e non ho saputo

tenerlo dentro me

I vecchi già lo sanno il perché

e anche gli alberghi tristi

che troppo è per poco e non basta ancora

ed è una volta sola

E ancora proteggi la grazia del mio cuore

adesso e per quando tornerà l’incanto…

l’incanto di te…

di te vicino a me.

Ho sassi nelle scarpe

e polvere sul cuore

freddo e nel sole

e non bastan le parole

Mi spiace se ho peccato,

mi spiace se ho sbagliato

se non ci sono stato

se non sono tornato

Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore

adesso e per quando tornerà il tempo…

il tempo per partire…

il tempo di restare

il tempo di lasciare

il tempo di abbracciare..

In ricchezza e in fortuna

in pena e in povertà

nella gioia e nel clamore

nel lutto e nel dolore

nel freddo e nel sole

nel sonno e nel rumore

ovunque proteggi la grazia del mio cuore

…ovunque proteggi la grazia del tuo cuore

ovunque proteggi proteggimi nel male

ovunque proteggi la grazie del tuo cuore


Dedicati a QUELLI CHE

HANNO CREDUTO,CERCATO,VOLUTO CHE FOSSE COSì…

Nei miei 16 anni…per mia indole,pur considerandolo rispettosamente ad oggi un Big,Vasco non ci stava dentro al mio modo di essere,mi metteva malinconia e quasi disagio…
Eros,bè,parliamo chiaro,ma certi sentimenti semplici ma non sciocchi e il quotidiano cruccio del quotidiano,sapeva dirlo bene in certe canzoni…ma per non farmi risucchiare in un vortice di ragazzine urlanti e di banalità e standomi(tutt’oggi)lui personalmente non molto simpatico non lo ammettevo,così per 10 anni ho abbandonato la musica italiana,dandomi ad ascolti energici e in dosi massicce del BOSS,ma anche tutta la musica England,e il soul,Funky da sempre nel cuore,finchè qualcuno non mi ha regalato un album di De Gregori,una raccolta:"La Nostra Storia"…ho capito quanta poesia c’è nella nostra lingua,quanto il suo ermetismo mi appartenesse,poi Dalla,puro genio,fino allo scontro con De Andrè,una porta si è spalancata su tanti mondi della mia mente.

Così ecco…recupero i miei 16 anni, la mia attenzione a non perdermi, a salvare un pò di purezza,per quel che si può…e perchè no,del BUONISMO…sentimenti da giardini,muretti,serate a girare senza meta,con il solo viversi, perspirarsi, difendersi l’un l’altro dagli attacchi del mondo che ci vuole diversi
che ci vuole "Jumping Jack" chiusi nella scatola…

Se bastasse una bella canzone
        a far piovere amore
        si potrebbe cantarla un milione
        un milione di volte
        bastasse già
        bastasse già
        non ci vorrebbe poi tanto a imparare ad amare di più
        se bastasse una vera canzone
        per convincere gli altri
        si potrebbe cantarla più forte
        visto che sono in tanti
        fosse così fosse così
        non si dovrebbe lottare per farsi sentire di più
        se bastasse una buona canzone
        a far dare una mano
        si potrebbe trovarla nel cuore
        senza andare lontano
        bastasse già bastasse già
        non ci sarebbe bisogno di chiedere la carità
 dedicato a tutti quelli che
        sono allo sbando
        dedicato a tutti quelli che
        non hanno avuto ancora niente
        e sono ai margini da sempre
        dedicato a tutti quelli che
        stanno aspettando
        dedicato a tutti quelli che
        rimangono dei sognatori
        per questo sempre più da soli
        se bastasse una grande canzone
        per parlare di pace
        si potrebbe chiamarla per nome
        aggiungendo una voce
        e un’altra poi e un’altra poi
        finche diventa di un solo colore più vivo che mai
        dedicato a tutti quelli che
        sono allo sbando
        dedicato a tutti quelli che
        hanno provato ad inventare
        una canzone per cambiare
 dedicato a tutti quelli che
        stanno aspettando
        dedicato a tutti quelli che
        venuti su con troppo vento
        quel tempo gli è rimasto dentro

 in ogni senso
      hanno creduto cercato e voluto che fosse così

che fosse così

hanno creduto cercato e voluto che fosse così

Eros Ramazzotti
        Album: In ogni senso

      


diggieinonèungranchèMA-I-BLOGGEEEEERS…

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QUELLI CHE per due sere nessuno ha avuto voglia di uscire,ma di tavola,fornelli…QUELLI CHE tornati dalla scarpinata mattutina…"Ci mettiamo tutti in tuta?"

QUELLI CHE "Vorrei cantare insieme a te…." nei sottopassaggi della stazione,mentre QUELLO con un neurone(uno…ma scaduto…) faceva finta di non conoscerci:

LUI…l’uomo senza pigiama???L’uomo che non gira mai la ruota perchè LUI le vocali le schifa…roba da barboni:LUI che sostiene che non esiste la Stazione Santa Maria Novella a Firenze,ma si chiama e si pronuncia "S.M.N" perchè lui è BRV…CMPLMNT!!!!!

LUI,quello che ha dato tante testate al soffitto della mansarda che forse-ma-forse è tornato normale…naaaaaah…che non ci crede nessunooo…

Lui,che è come dormire sull’area di sosta in autostrada il suo delicato russare,così inquinante che
lo sente pure lui e tiene tutta la notte la faccia di Ika contro il cuscino,credendo che sia lei ad emettere questi rulli di tamburi.

Quelli che abbandonano il marito di Costanzosciò negli autogrill…che le dicono "Stiamo arrivando",in realtà si sono persi e la Russa(l’unico Navigatore satellitare che oltre non conoscere le strade…neanche il codice stradale) gli consiglia una bella inversione di marcia in AUTOSTRADA.
Quelli che arrivano canticchiando "Messico&Nuvole",mentre lei…

 

…LEI accucciata sui bagagli manda loro messaggi brevi ma esplicativi del tipo:"Cazzo!"…LEI,la cuoca,quella che ha preso possesso dei fornelli difendendoli con il sangue(altrui)dai coinquilini della padrona di casa,lei che nel cuore della notte,mentre gli altri bloggers si assopivano,con un carpiato zompa giù dal letto,come il diavolo della Tasmania,sorvolandoli,infartuandoli e alla domanda dei basiti,spaventati inebetiti:
"Che hai fatto…cosa è successo??"
Lei,la regina della notte risponde:"Fa un cazzo di caldo in questa casa!!!"
Lei,la sorella bruna di Maria De Filippi,che a breve termine presenterà due suoi nuovi programmi:

"AmiciCI" e "C’è posto per te(fino ad esaurimento)"

Quelli che spengono luci con il telecomando,saltano sui letti,ti fanno cambiare idea e biglietto,Quelli che mari,laghi,colline e fiumi li delimitano…ma non abbastanza…Quelli che…bisogna essere previdente,conservarsi i soldini in viaggio…almeno fino a quelle magnifiche borse,come LEI:

Lei,la prima ad occupare il bagno al mattino,ma democraticamente l’ultima la sera…e si sà…l’ultimo chiuda la porta,spenga la luce…:

"Ikaaaaaaaa…"anzi "Ihaaaaaaaaaaa spengi l’albero,stacchi la luce??Soffi le candele????""Passi il sale?Hai chiuso il gas?Dato da mangiare ai gatti??"
…"Come sarebbe a dire che non abbiamo gatti….?"

LEI,quella che sulla porta di casa :"MI MANCATE"…ma guarda che non sei ancora andata via eh…???Lei,l’unica donna che si sbronza con la Coca(cola),LEI in grado di bisticciare con il neurone di Delpo(e non vale:lei ne ha almeno 2),e di sopportare stoicamnete il suo russare

Spengitrice di luci su Rieducational Channel!!!

QUELLI CHE niente tv,ma musica,seduti in terra,quelli che armeggiano al MAC,questo sconosciuto.QUELLI CHE il pesto,il panettone genovese,la cuoca avellinese,e…minchia…il "buvvo",il BUVVO,ma buvvo vevo eh???

Lui,lui,il principe dei principi.
Svestito il mantello,liberato il cavallo bianco,inadeguato ai tempi,LUI,l’unico single con l’auto familiare(e questo la dice lunga),Lui che ha subìto una serata con 5 donne…ma ignoranti come 10,che è stato ripetutamente leccato da Aisha(sorvoliamo su proposte meno canine…)interrogato, torchiato,senza una (o quasi)caduta di stile,il principe con le facce buffe nelle foto,un uomo che non metterebbe un Tanga neanche per scherzo,l’uomo che ha affrontato da solo parcheggi nel fango,lasciano le donnucce al sicuro sull’asfalto.L’unico comasco che ha come intercalare "Minchia"??

QUELLI CHE il tempo, la distanza, gli impegni, non son bastati a fermare per la sola gioia di stare una manciata di ore insieme e condividersi e dividere letti e sorrisi

A QUELLI…Un grande abbraccio lungo centinaia di km…