E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

CHECOSSE’ L’AMOR(?)…

Osho

 L’amore è un verbo, non un sostantivo

L’amore non è una relazione. L’ amore mette in contatto due esseri. Ma non è una relazione. La relazione è qualcosa di concluso, è un sostantivo: è arrivata la conclusione, la luna di miele è finita. Adesso non c’è più gioia, né entusiasmo, ormai tutto è finito.
Puoi mantenerla in vita solo per mantener fede alle tue promesse. Puoi mantenerla in vita perché è conveniente e confortevole, ti coccola! Puoi mantenerla in vita perché non hai nient’ altro da fare. Puoi mantenerla in vita perché se la smantellassi, ti creeresti un’ infinità di complicazioni.
La relazione è qualcosa di completo, di finito, di concluso. L’amore non è mai una relazione, l’amore è un rapportarsi continuo tra due esseri: è sempre un fiume che fluisce, senza una fine. L’amore non conosce conclusioni: la luna di miele comincia e non finisce mai. Non è come un racconto che ha un inizio ben preciso e a un certo punto ha una fine: è un fenomeno continuo. Gli amanti finiscono, l’amore continua; è una continuità: è un verbo non un sostantivo.
Come mai l’uomo riduce a una relazione la bellezza di essere in contatto con l’altro? Perché ha tanta fretta? Perché rapportarsi è una situazione insicura, mentre la relazione dà una sicurezza, una certezza. Relazionarsi con l’altro è solo l’incontro tra due estranei che possono stare insieme anche solo per una notte e potrebbero dirsi addio il mattino successivo…chissà cosa potrebbe accadere domani? E noi abbiamo tutti una paura tale da dover rendere l’incontro sicuro e prevedibile. Vogliamo che il domani sia consono alle nostre idee, non gli permettiamo di seguire il suo corso. Ecco perché riduciamo immediatamente ogni verbo a sostantivo.
Ti innamori di una donna o di un uomo e immediatamente cominci a pensare al matrimonio. Vuoi trasformare l’amore in un contratto legale. Come mai? Perché la legge si intromette nell’amore? La legge si intromette perchè in realtà l’amore non c’è. E’ solo una fantasia, e tu sai che la fantasia sparirà; vuoi stabilizzarla prima che sparisca, prima che scompaia vuoi fare qualcosa che renda impossibile la separazione.
In un mondo migliore, con persone più meditative, con più bagliori di illuminazione diffusi sulla Terra, la gente amerà, amerà moltissimo, ma l’amore rimarrà un relazionarsi tra due esseri umani e non diventerà mai una relazione. Non sto affermando che il loro amore sarà solo momentaneo; anzi, in questo caso, con ogni probabilità il loro amore andrà più in profondità del vostro, avrà un intimità più elevata, racchiuderà più poesia e sarà più vicino a Dio. In quel caso ci sarebbero tutte le possibilità che il loro amore duri molto più a lungo di quanto durano ora le vostre cosiddette relazioni; ma quell’amore non sarà garantito dalla legge, dal tribunale o dalla polizia.
La sua garanzia sarà interiore; ci sarà un impegno preso dal cuore, ci sarà una comunicazione silenziosa. Se sei felice con qualcuno vorrai che la tua felicità aumenti sempre di più; se gioisci dell’intimità con qualcuno, vorrai esplorare sempre di più questa intimità. E ci sono alcuni fiori dell’amore che sbocciano solo dopo una lunga intimità. Ci sono anche fiori stagionali: in sei settimane sbocciano, e dopo altre sei appassiscono e spariscono per sempre. Ci sono fiori che impiegano pochi anni per arrivare alla fioritura, altri che ne impiegano molti. Più a lungo è il tempo impiegato più l’amore va in profondità.

Dimentica la relazione e impara a relazionarti con un altro essere. Quando entri in una relazione, cominci a darla per scontata, sia tu che il tuo partner vi date per acquisiti: questo distrugge tutti gli amori. La donna pensa di conoscere l’uomo e l’uomo pensa di conoscere la donna: in realtà nessuno dei due conosce l’altro. E’ impossibile : l’altro rimane un mistero. E dare per scontato l’altro significa insultarlo, mancargli di rispetto.
Sei davvero ingrato se pensi di conoscere tua moglie. Come puoi conoscere la donna? Come puoi conoscere l’uomo? Sono esseri in evoluzione, non cose. La donna che hai conosciuto ieri, oggi non c’è più. Nel Gange è fluita moltissima acqua: quella donna è un’altra, è una persona totalmente diversa. Entra di uovo in contatto con lei, ricomincia da capo, non dare per scontato.
E tu, al mattino, guarda il viso dell’uomo con il quale hai dormito la notte scorsa. Non è più la stessa persona, in lui sono avvenuti moltissimi cambiamenti, al punto di essere incalcolabili. Questa è la differenza tra una persona e una cosa. L’arredamento nella camera è immutato ma l’uomo e la donna non sono gli stessi. Continua a esplorare, comincia da capo. Questo è ciò che intendo quando dico di relazionarsi all’altro, di essere in contatto con lui.
Relazionarsi all’altro significa che ricominci sempre da capo, tenti continuamente di familiarizzare con lui. Ancora e di nuovo vi presentate, continuate a scoprirvi a vicenda, tentate di vedere tutte le sfaccettature della personalità altrui. Cerchi continuamente di penetrare sempre più in profondità nei regni interiori dell’altro, nei recessi più intimi del suo essere. Tenti di svelare il mistero che non può essere svelato.
Questa è la gioia dell’amore: l’esplorazione della consapevolezza. E se entri in contatto con l’altro e non riduci questo relazionarsi a una relazione, per te l’altro diverrà uno specchio. Mentre esplori lui, inconsciamente esplori anche te stesso. Mentre vai in profondità nell’altro e conosci  i suoi sentimenti, I suoi pensieri, le sue emozioni più profonde, conosci anche le tue. Ciascuna amante diventa lo specchio dell’amato, in questo caso l’amore diventa meditazione.

Quanto tempo è passato dall’ultima volta che sei stato <<occhi negli occhi>> con tua moglie? Oppure quanto tempo è passato dall’ultima volta che hai guardato tuo  marito? Forse sono passati degli anni! Chi guarda la propria moglie? Dai per scontato di conoscerla a fondo. Che cosa potresti vedere di più? Sei più interessato agli estranei che a una persona che conosci: consci l’intera topografia del suo corpo, conosci le sue reazioni, sai tutto ciò che è già accaduto tra di voi accadrà di nuovo. E’ un ciclo che si ripete continuamente.
Non è così, in realtà non è così. Niente si ripete, mai, tutto si rinnova ogni giorno. Sono solo I tuoi occhi che invecchiano, e la tua facoltà di recepire che invecchia, è il tuo specchio che si impolvera e diventi incapace di riflettere l’altro.
Per questo ti dico: entra in contatto con l’altro, relazionati con lui: rimani continuamente in luna di miele. Continuate a cercare e a investigare l’uno nell’essere dell’altro per trovare nuovi modi di amarvi, per trovare nuovi modi di stare insieme. Ogni persona è un mistero incredibile, infinito, inesauribile e inestinguibile, al punto che non è possibile poter dire un giorno: “Ormai la conosco”. Al massimo potresti dire : “Ho fatto del mio meglio, ma il mistero rimane un mistero

Di fatto, più conosci l’altro e più l’altro diventa misterioso. In questo caso l’amore è una continua avventura.

 

Tratto da “Con te o senza di te” di Osho


All Thing Must Pass

Questa canzone mi mette sempre di buon umore e non escludo di versare due lacrime mentre sorrido. Eravamo a Lisbona. Il solo tornar con la mente a Lisbona, con la sua aurea di vastità, odori, poesia, dovrebbe bastare ad accendere felicità di pensiero
L’ascoltavamo in macchina dalla radio mentre, cercavamo perse, di arrivare sù e giù per il ponte del 25 Aprile al Cristo (Rei).  E quando l’abbiamo trovato quel cristo , che guardava l’altra sponda, che aveva antennine sulle mani tese, nel salire nell’ascensore per raggiungere il suo corpo, irresistibilmente canticchiavo “Hare KrishnaMy, my, my)Krishna, Krishna che ormai mi stava nella testa senza null’altro intorno.
C’erano anche dei giapponesi. Ricordi?
Han fatto più foto di me. E’ tutto un dire.
Credo di aver già scritto di questo. O sognato di scriverne . Ad ogni modo è uno dei miei ricordi migliori. Poco distante di quello assai orgoglioso che la prima volta che hai visto meravigliata l’oceano, ero accanto a te.
Da quando abbiamo parlato, d’estate, ti voglio più bene di prima. Se mai fosse possibile.

“My Sweet Lord” Le preghiere dovrebbero avere questa luce. E Intensità.
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Una vita che cercavo di scaricare ( ops! Sarà mica illegale ? ) “All thigs Must Pass”, storico album di George Harrison che non ho mai ascoltato, ma non c’era verso.
Oggi me lo son trovato tra le mani , tra gli almeno 200 cd del mio datore di lavoro. E gliel’ ho chiesto in prestito. Mi ci dedicherò.


Jovanotti&company(sorry, davvero)


Succede che quando non ami…

Succede che senti canzoni d’amore, frivole o meno, e ti accorgi che non ti somigliano, che non sono lo specchio di un pensiero riflesso da dedicare ad un viso.

E allora, sì, bella, ma ti viene da cambiare stazione.
Perchè ti è lontana.
Perchè vorresti avere un nome da darle, un sapore. E invece è un buco ingrandito dal tempo. E’ alta nel cielo. Ma lontana. Come una stella, ti mostra la luce di anni fa.

Cosa può fare una canzone…
Succede, non subito, gradualmente, lentamente, con gli anni. E sono anni che non amo. E come mi fa strano dirlo. E me lo dico tra me e me, piano e ripetutamente, sono anni (aaanni per dirla Salvatores)
La canzone giusta, nel momento, sbagliato.
E disappartenenza. Si inascoltano e si sprecano belle canzoni.
Solo canzoni.


Una delle tante (utopie)

E’ buffo come le persone spesso, sembrano sicure di sapere ciò che TU vuoi. Quel che vuoi, quel che vuoi da loro. E te lo dicono, per diritto e per rovescio. Ma si generalizza, si parla col filtro del vissuto e non si vede con la lente limpida chi si ha davanti.

Certi giorni non lo sai tu cosa vuoi.
Altri è chiarissimo.
Sembri solo complicata, ma sono cose semplici ed elementari quelle che mancano.
E poche. E sono spontanee. Ma coerenti.
Il tempo&la pazienza.
Io ne ho ancora .
Più tempo che pazienza.

Il fatto è che chiunque, dopo un pò smette di conoscerti.
Pensa di conoscerti, di saperti. Non è più curioso. Si ferma.
Ecco la tomba dell’amore, che si chiama abitudine, che si chiama vedere l’altro in un unica inquadratura che noi gli abbiamo deciso, mentre siamo infiniti, che non basterebbero due vite per vedersi, aversi.
E sarebbe un viaggio lunog e interessante.
Conoscersi &fare l’amore.
Toccarsi dentro e toccarsi fuori. Sfiorarsi le labbra, cercarsi il carattere, i gusti, i colori.
La noia la inventiamo noi.

Delle amicizie, la cosa bella, è che dopo tanti anni, ancora un pò, ancora altro si sà dell’altro.
Si colgono piccole sfumature, secondo la luce, il momento, l’inquadratura appena di sbieco.
E i mutamenti, le metamorfosi, non ci fanno paura.
Si parla di cose che non ci si erano mai dette , senza farcene colpa, solo un regalo, un bonus di fiducia portato dal tempo.
Mi hanno stupito i miei amici, certe sere.
Sono diventati nuovi e rimasti gli stessi.
Una bella sensazione, vedersi ancora un poco dentro.
Le amicizie hanno meno presunzione e non stringono mai.
Vorrei un amico al fianco.
Ma poi, quegli sciocchi meccanismi, come tagliole, mi attanaglieranno le carni?


Pensare che le uova non mi piacciono granchè

 

“Frattanto si era fatto tardi e tutti e due dovevamo andare per i fatti nostri. Ma era stato molto bello rivedere ancora Annie, dico bene? Mi resi conto di quanto era in gamba – stupenda – e, sì, era un piacere… solo averla conosciuta e allora io ripensai a cosa fosse l’amore. L’amore credo sia come una vecchia barzelletta, quella dove uno va da uno psichiatra e dice: “Dottore, mio fratello è pazzo, crede di essere una gallina”; e il dottore gli fa: “E perché non lo rinchiude? ” E poi lui risponde: “E così a me le uova chi me le fa? ” Beh, credo corrisponda ai rapporti uomo-donna, e cioè che sono assolutamente irrazionali, pazzi e assurdi! Ma credo che continuino, e che la maggior parte di noi, ha bisogno di uova”

Woody Allen , “Io e Annie”, 1977.


Stasera, si respira più Ammmoreee(indovina lo spot)

A noi L’ammmore ci piace con tre M. O con nessuna.
Ci piace Tainted, tutto tinto.
Che vor dì? Non lo sappiamo.
Non lo sapeva nemmeno Marc Mandorla con i Morbidi Cella quando riesumava questo pezzo.
Ma a noi ci piace. Ci piace pure lui. Quindi abbiamo anche abbastanza il gusto dell’orrido New Wave(anche tamarrino direi) ma ci piace.
Quindi direi poco esigenti.
Quindi San Valentino lo passiamo tinto. O ritinto.

Marc Almond(Soft Cell)
Sometimes I feel I’ve got to

Run away I’ve got to
Get away
From the pain that you drive into the
heart of me
The love we share
Seems to go nowhere
And I’ve lost my
light
For I toss and turn I can’t sleep at night

(chorus)
Once I
ran to you (I ran)
Now I’ll run from you
This tainted love you’ve given

I give you all a boy could give you
Take my tears and that’s not nearly
all
Oh…tainted love
Tainted love

Now I know I’ve got to

Run away I’ve got to
Get away
You don’t really want IT any more from
me
To make things right
You need someone to hold you tight
And
you’LL think love is to pray
But I’m sorry I don’t pray that way

(chorus…)

Don’t touch me please
I cannot stand the way you
tease
I love you though you hurt me so
Now I’m going to pack my things
and go
Tainted love, tainted love (x2)
Touch me baby, tainted love (x2)

Tainted love (x3)


Io non so parlar

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Massi mi cantava “Io non so parlar d’amore”. E lo faceva bene anche. Ma chi non sapeva parlar d’amore ero io. E non solo di quello.
Ci passano dimentiche le vite degli altri tra le dita e dimentichi di intere vite che erano attraccate alle nostre, noi.
Cercando una data nel mio strascicato diario ci ho trovato due pagine sue. Sue. Il grande amore. Massi che scrive a pensarlo oggi mi fa sorridere. Ma sono proprio sue, sue sulla mia incomunicabilità. I sentimenti sono fragili e disperati e accendono anche di queste fiammelle. Eppure è trasparente che ero io che non parlavo. E chi lo direbbe. Una logorroica sempreverde. E oggi che ci provo, che se mi va sto a piangere in un prato. Oggi uso le parole. Ma non sono brava. Non con quelle serie. Annoio me stessa in un istante. Parole inciampano e si perdono perchè parlo e non mi fido e non mi racconto e poi ho sempre paura di disturbare, di pesare , non sò bene come va mostrato un moto di sofferenza e rabbia, ne ho pochi e li tengo sotto il cuscino. Poi sembro solo una bambina capricciosa. Non sono brava nella pronuncia nemmeno se le uso per me sola. Le so solo scrivere, le parole. E nemmeno sempre. Le so rileggere e ascoltare anche se non come un tempo.
Non so vivere le storie, mi sento impacciata e fuoriposto.
Con le mani che si intrecciano, con la bocca, con le pelle no, non ho paura. Se mi fido. Quando mi fido. Va via la luce , ci si sfiora, ci si tocca, ci si perde, eppure siamo più noi che mai e ogni altra vita appare lontana.

Non posso parlare. E non con mio padre. Avevo un pezzo di cuore marcio. E’ caduto e incenerito fu poi per non contaminare il resto. E quando dovrei usarlo scendono le lacrime a ricordare il pezzo che manca, che fa male come un arto amputato.
Tutto sotto un albero, poi seduta su un tronco poi in piedi. Poi è arrivato uno a prendermi in giro. E un giorno ci porteranno in questura.


Come chicchi di riso, sabbia

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Non voglio più indovinare le ovvietà.
Non voglio più vedere il poi esattamente come sarà.
Non voglio più dormire con qualcuno e sentirmi investire da una solitudine improvvisa, disarmante, incurabile dolorosa che non ci sono parole, che da sola non ho mai provato.
“Lù, se ti sposi, posso fare da damigella?”
“No, non mi sposerei mai in chiesa”
Ecco, ho pensato,se Azzurro esiste, e non esiste, ci sposeremo ,davanti all’oceano, il vento celebrerà la cerimonia e noi saremo i soli testimoni, come di un segreto.


Metti la monetina

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Passeggiavo col cane(sebbene passeggiare con Aisha somigli più a correre) e sul viale che porta al parco delle cascine, ecco, metti la monetina, scende una foto.

Molti anni fa, camminavo nello stesso punto ma in direzione inversa. Tutta bellina, per benino, ed ecco una macchina mi passa accanto, non proprio a passo d’uomo, prende una pozza e io mi ritrovo bagnata dalla punta dei capelli fin dentro le mutande. E nemmeno una bestemmia

Si ferma appena più avanti abbassa il finestrino, il ragazzo , piuttosto mortifcato, o almeno abbastanza dal trattenermi una risata in faccia, mi domanda scusa e non sapendo che dire, mi offre un passaggio. La ragazza di fianco cambia espressione e lo incenerisce con uno sguardo. Io gentilmente, senza nemmeno abbandonarmi a turpiloquio, declino l’invito.

Quel giorno ho comiciato a dividere le donne in due categorie: le donne con la D e quelle senza. Quelle senza , per dirla vittoriana alla Oscar Wilde: “Donna? esiste una donna prima che un uomo entri in una stanza?”, ecco, quelle sono senza.

La tipa in macchina ne era un esempio. Io penso che a situazione inversa un uomo anche mediamente stupido non avrebbe fulminato la compagna perchè cercava di scusarsi per un gesto nè bello nè educato con un ignaro passante che aveva ricoperto di acqua piovana. Spesso le donne attribuiscono agli uomini malizie proprie. Io se fossi stata la ragazza, lo avrei forse anche preceduto il mio compagno, nell’invito. La donna che non esiste se non in funzione dell’uomo, dimentica di tutta l’umanità,spesso lo scambia per una marionetta e se lo contende con altre donne. Da quì, le spietate, le insicure, le ossessive e le gelose, quelle che per loro ogni donna è una potenziale nemica, quelle che si perdono le complicità , l’intelligenza tutta femminile , le chiacchierate notturne. Donne che con le altre donne parlano solo dell’uomo del momento e dei saldi .O che hanno per amici solo uomini, per essere sempre la donna tra gli uomini. Nella mia scala sono quasi più involute degli uomini, ma molto in voga tra gli involuti. Non sono necessariamente stupide, ma dal mio punto di vista poco donne e fondamentalmente frivole un pò attrici.

Le Donne con la D?

Ne conosco tante. Donne ce ne sono davvero molte per fortuna.

Ma sono tutte mie!

Poi la telefonata di un tipo che vagava in un centro commerciale mi ha tirato via dai miei cazzeggi e mi ha portato nei suoi. E io ho finito le monetine.


2008barrauno

Branzi

L’amore non è una pozione magica che risolve i problemi. Ma poi, io che ne sò?
C’ho quella manciata di cose da fare. Una piccola lista e nessun buon proposito ufficiale per il 2008. Solo ufficioso. Promesse che faccio a me. Melissa mi manca, mi è mancata tanto. Ricordo che la prima volta, mi guardò con sospetto, ma in meno di mezz’ora giocavo con lei, come un erba spontanea, rampicò su noi la dolcezza di capirsi in uno sguardo. La figlia che non avrei, forse non si chiamerebbe Gaia, ma Melissa, solo che non volevo dirlo a voce alta. Il distacco fu doveroso.

Pozioni. No. Lavoro. Fare e disfare è tutto un lavorare.
Che noi donne siamo complicate e quando vi sembriamo semplici è solo un artificio venuto bene, una magia, un gioco di prestigio. Un giorno mi devo ricordare di parlarti del tuo timbro di voce. Tu non puoi sentirlo che in parte perchè è il tuo.

Noi donne ci sentiamo inadeguate. Mai abbastanza attraenti. Ma poi, quando nel mio guardaroba stavo bene, c’era sempre quella stortura. Che un uomo ti vede di più e non ti vede lo stesso. Gli uomini smettono di vederti ben presto. Ti mostrano volentieri come un loro lato, non come un oggetto, non questo intendo.
Credo di avere avuto attenzioni principesche ma ferme, immobili. Gli fa piacere se tacitamente sanno che qualsiasi loro amico non fossi la loro donna, ti porterebbe a letto, se più semplicemente ai loro amici piaci. Anche nella testa. Però smettono di vederti, di vedere te. Diventi una funzione.
Non ti vedono più. Mi torna sempre quella cosa che mia nonna tentava di inculcarmi da piccola. Mi faceva sentire un anomalia. Parla, fa sentire come sei intelligente. Io sò bene chi ero. Effetto riccio. Credo da lì di essere diventata refrattaria a dimostrare alcunchè a chicchessia. Mai avuto il senso della competizione infatti. Credo nelle scelte. Ostinatamente. Nella libertà, nella mano che stringe la tua senza alcun intervento. O mi tengo il niente, il vento nella mano . Tutti finiscono per vedere solo due tre lati del tuo dodecaedro , nella luce che preferiscono , bella o brutta, chiara o scura. Poche sfumature. Perchè conoscersi è lavoro e fatica per certi. Tutti comprano le cose bell’e fatte, i mobili a ikea. Comprano dai cinesi. Così fanno anche con te. Io sono ancora affascinata dai difetti altrui, dall’idea che non mi basterà una vita per conoscere chi ho intorno, che tutto è mutevole. Dopo il sesso e a parimerito con i viaggi è tra le cose per cui vale la pena vivere.