E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

Faber

Ieri

E dire che tu Inverno non l’hai visto.

Era solo ieri

E’ scesa. Ieri.
Ridicola si direbbe
Ridicola e incurante come ogni cosa che è ridicola
E’ scesa sul volante tra i semafori e la pioggia
Una goccia dal cervello L’ho sentita camminarmi dentro scivolare nell’abisso.

Per una persona che non ho mai visto nè toccato.
Il fatto è che lui ha toccato me

Mi investì La Ballata Degli Impiccati
la notte, nel grano

Persi ogni paura di vedere, ogni velo sugli occhi
come una verginità della mente, per fare l’amore con la coscienza di me
Non avere più paura di guardare nei fondi di caffè e di vita, il tutto nella sua intierezza.

Non un Dio, un  uomo
in questo incontro mai incontrato,
Grazie per quel quarto occhio sfumato di verità-che sono tante-e poesia
per quell’ingranaggio  che hai spostato dalle guide Che forse non funziono più come gli altri, come prima. Non compreso da nessuno che io non sarei tutta la persona che conoscono senza questa freccia scoccata al centro dei miei occhi. Non un condizionamento, un incontro,come una carezza mai dimenticata.

Scende , scendono oggi, cadono nel colletto della maglia.
Potevi almeno aspettare l’inverno.

I miei occhi oggi non vedono più maggioranze, ma tante, infinite minoranze…

In quell’incontro, ti avrei detto senza disturbare solo Grazie

Grazie

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Perchè i ciliegi tornassero in fiore

Non ho mai trovato niente di più dolce di questo suono.
Molte voci sono solo  voci.
Molte canzoni sono solo canzoni
La sua voce rimane dopo tanti anni, una mano. E dentro la mano, la stessa carezza, sempre.

Dietro a certe canzoni ci sono storie
E, lì,in quell’attacco di violini, si spezzano le mie emozioni.

Non ho voglia di essere letta, di annoiare me stessa.
Di dire se non mangio o se dormo
o dei  miei metodi clinici di cacciare la tristezza , costruendo, colorando, facendo buchi nel muro col trapano. Nè di parlare della mia prima puntata del Dr House o di rileggere la monotonia dei miei scritti, come una nenia intillimana. O di pensare a se o come poteva essere. O che lasciandomi andare all’indietro, son caduta. Ora ci son da chiudere porte che sbattono per il troppo vento,  da  mettere tutto come era, cercare in soffitta una scatolina di pensieri spensierati da scrivere con nuove parole.

Nel frattempo, scriverò con le dita, per aria, parole che possano svanire al mattino, aprendo la finestra. Questo mi va.

Quì chiudo, per adesso.
Non ho altro da aggiungere.

Ubik082007


Dedicata al viaggiatore elettrico

Ci sono sere tardi che torni in macchina e smetti di cantare…per ascoltare.
Lasci il silenzio si posi sulle labbra,tra le pieghe della mente e incontri il suono che gli arriva da fuori:una corrente di aria fredda incontra la corrente di aria calda…pioggia e vita.
Quieto silenzio per sentire,per regalare alla poesia tutto ciò che rimane dei tuoi sensi dopo un lungo giorno.
E ogni singola parola ti invade,ti riempie,come acqua un vaso.Il senso preciso.Il tutto…ti sfiora,si mostra.
Non una frase fuori posto.Possedersi un attimo.
E senti la perfezione quel tanto che basta.
E senti la vita quel tanto che basta.E quel tanto è  l’immenso.
"Visioni di Anime Contadine in volo per il mondo"

    ANIME SALVE
Mille anni al mondo mille ancora

che bell’inganno sei anima mia

e che bello il mio tempo che bella compagnia

sono giorni di finestre adornate

canti di stagione

anime salve in terra e in mare

sono state giornate furibonde

senza atti d’amore

senza calma di vento

solo passaggi e passaggi

passaggi di tempo

ore infinite come costellazioni e onde

spietate come gli occhi della memoria

altra memoria e no basta ancora

cose svanite facce e poi il futuro

i futuri incontri di belle amanti scellerate

saranno scontri

saranno cacce coi cani e coi cinghiali

saranno rincorse morsi e affanni per mille anni

mille anni al mondo mille ancora

che bell’inganno sei anima mia

e che grande il mio tempo che bella compagnia

mi sono spiato illudermi e fallire

abortire i figli come i sogni

mi sono guardato piangere in uno specchio di neve

mi sono visto che ridevo

mi sono visto di spalle che partivo

ti saluto dai paesi di domani

che sono visioni di anime contadine

in volo per il mondo

mille anni al mondo mille ancora

che bell’inganno sei anima mia

e che grande questo tempo che solitudine

che bella compagnia


Amìala ch’â l’arìa amìa cum’â l’é

amiala cum’â l’aria ch’â l’è lê ch’â l’è lê

amiala cum’â l’aria amìa amia cum’â l’è

amiala ch’â l’arìa amia ch’â l’è lê ch’â l’è lê

In macchina…cerco un cd…uff  son tutti uguali e
non ci scrivo mai sopra cosa ci metto,
una lotteria trovare quello giusto.Cerco Rino e mi domando chissà,se anche lui…avrebbe ceduto…
 
(Guardala che arriva guarda com’è com’è

guardala come arriva guarda che è lei che è lei

guardala come arriva guarda guarda com’è

guardala che arriva che è lei che è lei
)

Penso a tutti gli artisti discutibili o meno,che piacciano o meno,penso a certe poesie di Franco Simone,
ad Alberto Fortis,penso a sognatori,individualisti…
 
nera che porta via che porta via la via

nera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera nera

nera che picchia forte che butta giù le porte

 

che hanno rifiutato notoriamente lo Star System…
penso-cerco-prendo uno degli infiniti cd azzurrini
e giù dentro lo stereo

nu l’è l’aegua ch’à fá baggiá

imbaggiâ imbaggiâ

 
(Non è l’acqua che fa sbadigliare

(ma) chiudere porte e finestre chiudere porte e finestre
)

ed è lui,sempre lui,ancora lui,che mi trova anche se non
lo cerco…

 
nera di malasorte che ammazza e passa oltre

nera come la sfortuna che si fa la tana dove non c’è luna luna

nera di falde amare che passano le bare

 

e li ho visti in processione gli ex ribelli,gli arresi
prolificare nei reality e nelle beautyfarm.Non giudichi,
non giudicare la loro resa,no

âtru da stramûâ

â nu n’á â nu n’á

(Altro da traslocare

non ne ha non ne ha)

penso alla"La Sedia Di Lillà"
 
 

ma la moglie di Anselmo non lo deve sapere

ché è venuta per me

è arrivata da un’ora

e l’amore ha l’amore come solo argomento
e il tumulto del cielo ha sbagliato momento

 
mi chiedo se anche io,nel mio microcosmo lontano dalla notorietà
tra 10 anni abbasserò la testa
scioglierò le trecce al mio esistere e
sposerò,imbiancandomi,
"la società"
 
acqua che non si aspetta altro che benedetta

acqua che porta male sale dalle scale sale senza sale sale

acqua che spacca il monte che affonda terra e ponte


"la società"
ma non voglio chimarla più così…generalizzare,
magari cominciare a dire

noi
,a dire questo paese mi opprime,
scremare il termine "società",
  dare nomi alle bassezze,
volti
alle cose, agli atteggiamenti che
mi instillano a gocce
"il male di vivere"

nu l’è l’aaegua de ‘na rammâ

‘n calabà ‘n calabà

 
Non è l’acqua di un colpo di pioggia


 
 

De Andrè…la coerenza,la disillusione che non si arrende
…il rinnegare nell’unica via d’uscita,lui…andarsene,
la Sardegna…ricercare origini e semplicità
viversi gli affetti

 
 
 
ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare

quando ingorga gli anfratti si ritira e risale

e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell’onda

e la lotta si fa scivolosa e profonda

Non  c’è da sentirsi eletti,strani diversi,
sono tanti a sentirsi come me,
fuoriposto,
è un "organizzazione"
come scriveva Terzani,
C’è un mondo sotterraneo che si cerca,
che si riconosce
che sono tanti,
tanti siamo,
che vivono ai margini
di ciò che viene proposto
e imposto

 
 
amiala cum’â l’aria amìa cum’â l’è cum’â l’è

amiala cum’â l’aria amia ch’â l’è lê ch’â l’è lê

 
(Guardala come arriva guarda com’è com’è

guardala come arriva guarda che è lei che è lei
)
 
 

sarò anche io il fallimento dei miei sogni?
Mi adeguerò?

acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti

acqua per fotografie per cercare i complici da maledire

acqua che stringe i fianchi tonnara di passanti

 
Cederò?
Quanti rifugiati nella "follia" per non morire
di sensibilità
come fosse un morbo
"sentire"?
Quanti?

âtru da camallâ

â nu n’à â nu n’à

 
Altro da mettersi in spalla

non ne ha non ne ha

 
oltre il muro dei vetri si risveglia la vita

che si prende per mano

a battaglia finita

come fa questo amore che dall’ansia di perdersi

 
ha avuto in un giorno la certezza di aversi

Mi risveglieranno ogni volta la tua
e le voci degli amici
a dirmi che è possibile
che è vero
che si può non vincere
ma aggirare questo ostacolo

acqua che ha fatto sera che adesso si ritira

bassa sfila tra la gente come un innocente che non c’entra niente

fredda come un dolore Dolcenera senza cuore

 
che si può riuscire a vivere nel solo modo che ci veste…
perchè io da sola a dirmelo troppo spesso non mi basto.

atru de rebellâ

â nu n’à â nu n’à

 
Altro da trascinare

non ne ha non ne ha

 
e la moglie di Anselmo sente l’acqua che scende

dai vestiti incollati da ogni gelo di pelle

nel suo tram scollegato da ogni distanza

nel bel mezzo del tempo che adesso le avanza

 
così fu quell’amore dal mancato finale

così splendido e vero da potervi ingannare

 
Amìala ch’â l’arìa amìa cum’â l’é

amiala cum’â l’aria ch’â l’è lê ch’â l’è lê

amiala cum’â l’aria amìa amia cum’â l’è

amiala ch’â l’arìa amia ch’â l’è lê ch’â l’è lê

 
(Guardala che arriva guarda com’è com’è

  guardala come arriva guarda che è lei che è lei

guardala come arriva guarda guarda com’è

guardala che arriva che è lei che è lei)


Faber

E lo guardo…e me lo giro tra le mani…questo Cofanetto Bianco…con la copertina in bianco&nero:una foto quasi buffa dove lui guarda al lato….guarda oltre…mai scontato…
e lo rigiro,avuto a Luglio,per il compleanno.Come colpire gli affetti più diretti,meno pensati,immediati.
Contiene un libretto con tutti i testi e un dvd,con l’ultimo concerto.
A volte lo estraggo dalla sua bianca custodia, è nero,con le dita lo prendo,qualche istante,poi lo incastro nel suo tondino,ci passo sopra con una mano,un sospiro,un battito di ciglia e di cuore.
Da Luglio.Non l’ho mai guardato.
E’ sciocco.Piangerei.Io.
Che "idoli"non ne ho.
Lacrime.Non sofferenza.Tenerezza.
E per assurdo,come si piange un parente,un padre.Non il mio.

Non so perchè mi affiora alla mente una frase di Platinette che diceva,parlando di sè che la cultura,la conoscienza è il risultato di un infanzia solitaria….

Puoi scegliere ciò che la vita e il caso non ti hanno assegnato,una strada alternativa,ma anche nei migliori dei casi è sempre una scelta poco equilibrata se sei troppo giovane.
Io ho scelto di essere dritta.Troppo.Non mi facevo molte concessioni.
Per fortuna il tempo,gli amici,il mio lavoro mi han reso molto più morbida,hanno smussato le antenne del grillo parlante che avevo nella testa.
Anche se io ci vivo ancora nel "mio mondo" e non lo rinnegherò mai…anche se non disegno più.
Ho scelto di essere tutto ciò che lui non era.
Ho scelto di essere me stessa a 360°.

E in tutto ciò certe figure incontrate in carne o in anima come Padri morali.
E poesia  e lettere sui miei disordinati fogli-fantasie-viaggi.

Fabrizio è la poesia che non si dimentica mai del mondo,del reale,un filo sottile per non volare via,
che è vita,che è terra,che è roccia,che è occhi e bocche e mani e strade e gente che vive ai margini.
Chissà che darei per aver inrociato un solo istante il suo sguardo.

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Giovanna D’arco

Album: Canzoni
Anno: 1974
Traduzione di De Andrè di Joan D’Arc di Leonard Cohen

Attraverso il buio Giovanna d’Arco
precedeva le fiamme cavalcando
nessuna luna per la corazza ed il manto
nessun uomo nella sua fumosa notte al suo fianco.

Sono stanca della guerra ormai
al lavoro di un tempo tornerei
a un vestito da sposa o a qualcosa di bianco
per nascondere questa mia vocazione al trionfo ed al pianto.

Son parole le tue che volevo ascoltare
ti ho spiato ogni giorno cavalcare
e a sentirti così ora so cosa voglio
vincere un’eroina così fredda, abbracciarne l’orgoglio.

E chi sei tu lei disse divertendosi al gioco,
chi sei tu che mi parli così senza riguardo,

veramente stai parlando col fuoco
e amo la tua solitudine, amo il tuo sguardo.

E se tu sei il fuoco raffreddati un poco,
le tue mani ora avranno da tenere qualcosa,
e tacendo gli si arrampicò dentro
ad offrirgli il suo modo migliore di essere sposa.

E nel profondo del suo cuore rovente
lui prese ad avvolgere Giovanna d’Arco
e là in alto e davanti alla gente
lui appese le ceneri inutili del suo abito bianco.

E fu dal profondo del suo cuore rovente
che lui prese Giovanna e la colpì nel segno
e lei capì chiaramente
che se lui era il fuoca lei doveva essere il legno.

Ho visto la smorfia del suo dolore,
ho visto la gloria nel suo sguardo raggiante
anche io vorrei luce ed amore
ma se arriva deve essere sempre così crudele e accecante.
(quest’ultima strofa,risulta in ogni richiesta di testo ma Fabrizio non l’ha mai cantata)

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ANIME SALVE

ANIME SALVE

Mille anni al mondo mille ancora
che bell’inganno sei anima mia
e che bello il mio tempo che bella compagnia
sono giorni di finestre adornate

canti di stagione
anime salve in terra e in mare
sono state giornate furibonde
senza atti d’amore

senza calma di vento
solo passaggi e passaggi
passaggi di tempo
ore infinite come costellazioni e onde

spietate come gli occhi della memoria
altra memoria e no basta ancora
cose svanite facce e poi il futuro
i futuri incontri di belle amanti scellerate

saranno scontri
saranno cacce coi cani e coi cinghiali
saranno rincorse morsi e affanni per mille anni
mille anni al mondo mille ancora

che bell’inganno sei anima mia
e che grande il mio tempo che bella compagnia
mi sono spiato illudermi e fallire
abortire i figli come i sogni

mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo
ti saluto dai paesi di domani

che sono visioni di anime contadine
in volo per il mondo
mille anni al mondo mille ancora
che bell’inganno sei anima mia

e che grande questo tempo che solitudine
che bella compagnia.
(De Andrè/Fossati)


In direzione ostinata e contraria

29Agosto1979.L’agnata(Sardegna)
Fabrizio De Andrè e la moglie Dori Ghezzi vengono sequestrati.Verranno rilasciati 4 mesi dopo.

L’esperienza del sequestro e la realtà sarda ispirano l’album senza titolo,ribattezzato poi l’indiano per la copertina.

HOTEL SUPRAMONTE

E se vai all’Hotel Supramonte e guardi il cielo
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte falsa di giorno
poi scuse accuse e scuse senza ritorno
e ora viaggi vivi ridi o sei perduta
col suo ordine discreto dentro il cuore
ma dove dov’è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all’Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dove dov’è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
ma dove dov’è il tuo cuore, ma dove è finito il tuo cuore.

Non ci sono grandi miti nella mia vita.De Andrè mi colpì un notte.
Mentre quello che sarebe stato un amore grande, mi dava un bacio,seduti su un cerchio di fieno in un campo di grano,una notte d’estate,una canzone,queste le parole:“Coltiviamo per tutti un rancore che ha l’odore del sangue rappreso,ciò che allora chiamammo dolore è soltanto un discorso sospeso”.Un colpo duro e una paura e un accordo e un disaccordo,comunque sferrò la freccia…irrimediabilmente,con crudezza.
Macabra?La voce che scolpiva “le”parole sembrava lì,tra me e il mio bacio…le parole di quelle canzoni racchiudevano l’animo tutto…l’ironia,la vita,la morte….
Da allora,come ad un amante,dopo giri di vita e di musica ,torno alla sua voce perchè suona su tutte le corde delle mie emozioni.
Non un Dio.Nessun fanatismo.Ammirazione.Credo nella sua unicità.Credo che poeta/genio…uno con “le parole” di questa portata,nasca di rado ed è stata una fortuna,un onore incrociarlo,un dolore perderlo.
Eppure lui aveva quella non luce negli occhi della quale ho avuto paura ogni qualvolta ne ho incontrata una…non-luce del già vissuto e terminato e passato,non-luce di una tremenda consapevolezza.
Ma grazie.L’unico che non trovi vezzoso definire Anarchico.Uno di quegli incontri mentali per cui sarà valsa la pena vivere,tarlo del pensiero e della poesia.Un’appartenenza di stati d’animo.

Grazie per chi hai sospinto…in direzione ostinata e contraria,con l’unico scopo se non essere null’altro che se stessi.Images1
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Zingari

Buona serata.