E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

Maledetto Mal di Testa

Insonnia & Mal Di testa

 

Pensavo fosse uno stato persempre,
pensavo fosse parte di me,
ho pensato perfino che fosse ME.
Io & la notte.
Lo scorrere delle ore. Il buio.

L’indecisione continua se alzarsi o rimanere a letto .
E lo spazio infinito di fare entrambe le cose
Da piccola non volevo andare all’asilo perchè ci facevano dormire sulle brandine, dopo pranzo. Quindi, pensavo, crescendo, doveva essere un anomalia “innata”.
Insonnia.
Certe volte produttiva, ma sai poi che ti devi alzare, che la sveglia suonerà quando ti sembrerà di avere appena chiuso gli occhi.
L’allucinante Insonnia che racconta vivida, in uno dei suoi monologhi interiori, Titta,
ne “Le conseguenze dell’amore”:
i consigli degli altri su come spendere quelle ore, diversivi, mentre tutto quello che pensi e che vuoi quando sei sveglio la notte, è dormire.

Oggi io dormo.
Oggi i miei mal di testa così pietrificanti, quelli che mi portavano a vomitare non ci sono più.
Emicranie che col tempo erano divenute due mali :
“il mal di testa” quando c’era
e”la paura del mal di testa” quando non c’era.
Perchè è una sindrome bastarda,
che vorresti morire mentre senti che si insinua tra le tue meningi
e lentamente ti avvisa che sta arrivando.
E ti isola dal mondo, come un amante rifiutato e geloso. Solo tu e lui.

Ora ho i normali mal di testa delle persone normali.
E la notte dormo. Come fosse finito un lungo, lunghissimo Jet leg .
E quando non dormo , c’è un ansia , un motivo.
Proprio come le persone normali.

E sono stata io.
Non sono capace di spiegare esattamente come.
Sò che se ti spogli di tutto quello che ti hanno insegnato, e che hai creduto, trovi una specie di seconda coscienza. Sò che puoi dissolverli e fermarli quando arrivano.
E oggi, sono sicura che non sono sindromi ereditarie, nè
patologie, nè incurabili, o curabili con terapie e farmaci.

Io non sò se il Dottor Hamer fosse un folle, un ciarlatano,
o come il medico di Spoon River che De andrè musicò,
” voleva guarire i ciliegi quando rossi di frutti credendoli feriti”,
se avesse realmente ragione, sostenendo che l’uomo è la cura di se stesso,
che siamo vittime/complici di credenze, di secoli di “inculcamento”
e della grande industria farmaceutica.
O cultori della via più facile : andare dal medico e fargli scrivere due righe e comprare “la salvezza” in farmacia, piuttosto che guardarci dentro

Ma sò che era esatta la mia percezione: l’insonnia ero io, le emicranie ero io .

Ora non lo sono più. E non sono più un sacco di altre cose.


Cronaca di un mal di testa in differita.

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Pensavo. Scoperto, anche a grandi linee la causa, risolto l’inghippo. Invece no. L’ho tenuto in mano ancora il mio piccolo mal di testa, l’ho guardato, lì, sul palmo del pensiero, avvinghiato a pezzi del mio cervello, in penombra, per non spaventarlo, perchè non si muovesse convulso, disturbato dalla violenza che solo la luce può avere, l’ho visto infilzandomi le pareti della testa, titillando la mia nausea fino al vomito.

Atteggiamenti biologici reiterati per anni non si fermano perchè un giorno ci si sveglia più brillanti e tra un ragionamento e una nozione letta si fa due più due, si fa la magia. No, non funziona così. Che ingenua pretesa.

Con lo spirito è altra cosa. Allora quel sabato arrivò al mio risveglio. Non era la mia casa, non era il mio letto. Cosa che non vorrei dire, non vorrei dirmi, ma il primo pensiero accese il mio cervello fu la frase rivolta solo a me stessa: “Io non sono felice”, come un lampo, come se non l’avessi pensato io, tanto è stato rapido-bit l’impulso, mentre io credevo di essere ancora tra il sonno.
No, non è la prima volta che la sento venire da lì.
E perchè poi? E chi è felice , se non a tratti?
Sciocchezze, lo sai benissimo cosa vuoi dire.
Che ogni singolo elemento, scisso, poi rimontato con gli altri e rivisto nell’insieme è questo.
La realtà. E al di fuori non c’è altro. E io me la rido. Perchè qualsiasi cosa, si può riderne.
Ho inzuppato tutto il mio ego nell’ossigeno dell’ironia e del sarcasmo, leciti o meno. Ma la realtà è sempre quella. Disappartenenza. Una vita imposta e non mia, anche se sono io a decidere tutto. L’altra verità altrettanto innegabile è che nessuno decide niente.
Fuoriluogo.

Lui , il dolore, era lì, il sabato, con me, con me al cinema.

Ho sempre paura di dover vomitare.
Oggi rivelo così a cielo aperto che questo pensiero mi turba quasi quanto il dolore stesso.

Era gestibile. Non è come un tempo. Io controllo lui, lui non mi domina. Ma arrestarlo, non ne sono capace. Oppure sì, ma senza sapere come, perchè fine film, fine serata, pensavo di toccare il letto e spengermi, chiudere gli occhi per non sentire più niente, invece d’improvviso si sciolse, se ne andò, senza nemmeno lasciarmi quella stanchezza da sfebbramento, da pericolo passato. Se ne andò come non ci fosse mai stato, allora mi alzai e andai nel salottino x: “Dove hai la crema per le mani?”

Fu lì anche la domenica, come un ombra, molto, molto lieve. Un mese fa.


Un altra sera tra amici,un altra sera dove il mal di testa si è accoccolato tra le tempie.
E stringi,stringi.Ti sei decisa a combatterlo con una pasticca ed è aumentato.
Chiudere gli occhi e vedere un tondo raggio verde,come un tunnel,scorrere dentro come un treno.
Un mal di testa che non dovresti scrivere e fai una gran fatica,non guardi lo schermo ma solo i tasti
Scrivi perchè lo vuoi fotografare,perchè vorresti la risposta alla domanda che in compagnia sorge:
perchè sempre il fine settimana?
Ha dato le avvisaglie il pomeriggio e si è scatenato stasera.
Ho fatto tardi,non ho voluto cedere,volevo vivere la serata,le chiacchiere interessanti.
Adesso è nausea e voglia di rimettere,come se lo vomitassi questo veleno della mente.ora sarà cedere,chiudere gli occhi,cercare disperatamente sollievo nel buio
e nel silenzio.
Quanto vorrei debellare l’ oscuro errore della testa che mi costringe ogni volta ad un “uscita forzata”
dal presente.


Aleggia

Mal di testa.Il cruccio vero….della mia vita.
Quando avevo 20 anni,non so quante volte il mio fidanzato di allora,doveva fermar la macchina e tenermi la testa mentre rimettevo….già perchè la fine era sempre quella….
Ora è più sporadico ma quando arriva,prima aleggiando,poi si posa dritto sul setto nasale e si espande come un onda e trick…FINE.Strada interrotta.La strada tra me e il mondo.
E digiamo che sta arrivando…ARRIVA…
("Ma quando un delfino dice che arriva a riva vuol dire che arriva quando vuole o
che è già vicino alla spiaggia…?A.B.)
Va là….oggi non è affatto dei peggiori.
Va là che ora spengi ogni bene e ti addormenti…e non ci pensi più…Images2_1
…….           ………        …mmmmh…….unf..unf…..
….nessuno ha una favola(o al limite una manganellata così…quando meno me lo
aspetto…)per farmi staccare spina,luce,mac,pensieri,paesaggi,addii,pareti gialle,piatti fondi,vestiti sul pavimento,ventilatore,cocomeri(angurie),Magnum P.I.,
i-tunes,Alessandro Baricco,send istant message e quanto altro frulla rifrulla quì nel vortice del caos….?