E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

30enni e dintorni

Certe sere

Ieri a cena da Amelia. Inaugurazione della mini-casa.

Abbiamo giocato. Abbiamo giocato un gioco di società, invisibile, senza carte, pedine, cartelloni, dadi.
Da ragazzini abbiamo passato intere serate così, seduti non importa dove, se era un cortile, un giardino, un garage.
Crescendo i luoghi cambiavano, ma le serate migliori erano questo.
Migliori delle discoteche e del cinema, perchè era il nostro cinema.
Era stare insieme .Lo svolgimento di un gioco, fatto  di parole , di battute, costruite sul nulla, senza uno sbocco, un senso, se non quello di castigare il tempo. E non era un circolo chiuso, scattava anche per strada, con gli sconosciuti, era un modo, attaccato un discorso, di stare lì, rimanere, conoscersi.
Intere serate No-Sense, che ridevi anche dopo a casa  , fin sotto le coperte per l’assurdita delle cose dette.
Bastava che uno dei presenti, desse l’avvio, per sbrigliare la fantasia e le uscite  impensabili, le capacità di gioco e di reazione di chi era presente, per svelare personalità impensate.
Nei locali ci vado, ma non è la stessa cosa, è incredibile, come cala la socializzazione,perfino con la gente che ti accompagna.
Mi fa pensare ai bambini, che gli compri giocattoli belli e fiammanti, e poi li trovi a giocare con le forchette,  o nei giardini,   con la terra e l’erba a cucinare piatti prelibati,  nei legnetti immaginare spade luccicanti, con semplici oggetti creare variopinti giochi che li occupano per ore, vero immaginifico divertimento, scansando tutti i pelouche e i giocattoli  “bell’è’pronti” di cui han piene le camerette.

Ieri, non si sa come, si era deciso di  far dire ad Amelia, in (tele)camera, con una delle sue 1000 espressioni :”vi ucciderò tutti” , che però, persa la sua innata , naturale comicità, davanti all’obiettivo, si rifiutava. Quindi le è stato costruito un autentico “giallo sanguinario” intorno. Il gioco lo ha cominciato il Vice aprendo in continuazione il freezer, per mostrarci reperti sospetti , carne non propriamente animale. Poi, i lavori effettuati in giardino da Amelia, il curioso “martello Batticarne”, ma anche ogni banale oggetto o frase diveniva l’avvio di una scia di battute. Un’improvvisazione teatrale, in cui noi eravamo gli invitati a cena, tutti possibili vittime della presunta serial killer di Campo Di Marte, con attimi di solidarietà tra condannati e altri in cui “ognuno per se, dio per tutti”. Una catena, una piccola gara di battuta, col solo scopo di far ridere e sorridere che ti sta seduto accanto. Fino a che Amelia a venti all’una ci ha messi fuori dalla porta.

Certo si potrebbe dire…”ma state male…”.  Noi stessi le chiamiamo “stronzate”.
Eppure  se mi soffermo un attimo a pensare, la cacca che ci propinano in TV e chiamano  “reality”, che dovrebbe rappresentare uno spaccato di “vero” mostra gente, selezionata, messa insieme… dementi, capaci solo di buttarsi l’un l’altro in piscina per passare le serate. O al limite bere e vomitare.  O creare coalizioni. Sì, ogni tanto trombano, ma solo per l’audience.
La gente VERA , non è così. La gente vera, non è solo tutta tirata agli aperitivi,  sa stare insieme. E sà interagire, parlare , ascoltare,  non necessariamente “impegnata & intellettuale”, solo leggera e giocosa.

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Growing up = decisamente fondente

Che cosa è crescere, a parte quella sensazione, un tempo sconosciuta, che si avverte nel girare la chiave nella cassetta della posta e sapere che son bollette?
E io delego!
La posta non fosse per Giusi, dovrebbe arrivare alla porta sulle sue zampine di carta e chiedere di entrare, credo.

Adulto. Uomo. Donna.
E’ così terribile?
Che comunque Il 35enne di oggi ha avuto un infanzia un pò particolare, guarda i cartoni animati con i figli e le repliche di “Friends”. Ha giocato con i micronauti, ha avuto Spielberg come filtro tra l’infanzia e l’dolescenza e troppa tv, tanti giochi, una sola maestra all’elementari e Bim Bum bam. Ha vissuto un Bum creativo e ondoso, ha visto i primi videogiochi ma non ne è rimasto sommerso.
Io non voglio sfuggire al tempo, anche se vivere quel che ho, quì , ora, non sempre mi riesce bene.

Che cosa è cambiato?
In ordine sparso:

-Mi sono accorta che “la moda” è una cosa orrenda. Ti si rivolta contro quando prendi una foto inizio ’90. Quelle che non faresti mai vedere alla gente che conosci ora.

-Non perdo le albe e i tramonti nel percorso, ma gli do altri significati.
A volte più densi.

-I bambini di adesso hanno molto meno di noi, ma zaini più grossi e pesi, che gli piegano le schiene e i loro giorni sono densi di impegni. Devono “produrre”? O gli adulti, quelli della nostra età, pensano di esularli dalla noia. E non si può. E non è giusto. La noia esiste. E la vita è anche statica.

-Molti 40enni che si cullano nell’illusione frivola di continuare ad avere 20 anni per altri 20. Alla lunga, patetici…
perchè
-Non si replica l’infanzia è impensabile pensare di avere quella innocenza, quella inconsapevolezza. Siamo già fortunati se la vita non ci ha troppo corrotti.

-I percorsi cambiano i gusti. I gusti cambiano i percorsi:
-perchè oggi adoro la Ornella(Vanoni) e 15 anni fa mi sembrava una lagna?
-E le cozze? Non le amo alla follia, ma non le detesto come prima.
-E se prima pensavo che l’unica forma di cibo possibile e irrinunciabile fosse la pastasciutta, bè…ora l’ho un pò a noia.

Una gran cosa sicuramente ci ho guadagnato nel processo di crescita , nel conseguire il patentino da adulti:

LA CIOCCOLATA FONDENTE

I più di noi la apprezzano da grandi.
Datemi ora una barretta di cioccolata al latte e ve la tiro dietro…

Non mi pare male…


Natale bagnato…

Et_2
Ma si può a 34 anni piangere come una vite tagliata
guardando E.T.?
Solo perchè nessuno mi vedeva però.


Deve essere un male incurabile

Figurinepanini
improvvisamente mi è venuta voglia dell’odore delle FIGURINE.
Poi mi sono fatta un giro nell’archivio PANINI a ritroso fino al 78…fino a "Il drago Elliot" con lievi sforzi di memoria. Ho pensato seriamente per qualche minuto, vado dal giornalaio e  me le compro.
Ma dovessi scoprire che l’odore non è identico, che è cambiato appena appena, e non lo sopporterei.


ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO

LA VERSIONE BREVE:

VERSIONE LUNGA

Dico…potevamo venir sù generazione normale?

Bè non c’è una volta in cui non abbia riso o quasi pianto dalla gioia spontanea e semplice che mi suscita questa scena che sembra stile cartoon.

Oggi non faccio eccezione.


Ridatemi la “mia” TV

Per un pelo "generazionale", quasi me li perdevo. Che sarei diventata oggi senza i muppets…? Manamanà!!


Anni ‘70

La sigla di Sandokan, le piste in spiaggia con le palline dei ciclisti
un grosso bruco blù in morbida gomma, (ero piccolissima),che tenevo a guinzaglio e mi tiravo dietro col suo simpatico corpo fisarmonica
una specie di pipa che ci soffiavi dentro facendo volare una pallina leggerissima nel tentativo forse(ho un ricordo vago ma che darei per rivederla) di farla passare attraverso dei cerchi…
E quell’elica che facevi volar via dandogli potenza, tirando un "filo" di plastica rigida dentato dentro al manico che la reggeva.
Poi l’odore del DAS e le partite a Monopoli(eravamo davvero piccoli)
Io finivo sempre con i blu e le stazioni
Mai avuto il senso degli affari.
Ecco il pensiero che nella testa
che caccia tutto il resto
rifugiandosi nel certo
nel sicuro benchè lontano evanescente inafferrabile luogo che è l’infanzia,
dove un giocattolo teneva lontano ore tutto, tutto il resto…portava via pensieri e persone, piccola oasi di incoscienza.

La giovane nonna di una bimba  che stava nella via dove andavo al mare si chiamava Niva
Mi lasciava perplessa che un anziana avesse lo stesso nome di quella che lanciava i componenti
Che ne sapevo allora delle strane "traduzioni"
Che ne sapevo allora


Supertelegattoneeeeeeeee

SEI FIGLIO DEGLI ANNI 80′


Se rinasco voglio reincarnarmi nella
SABBIA MAGICA

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…che emozione solo a rivedere la bottiglietta…che fascino.

Il cuore è un granello…di Sabbia Magica.


Conan

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Che pagherei oggi per rivedere questo cartoon.
Nemmeno ve l’immaginate.

La Dani oggi al telefono dice che ha fatto una riflessione,
cioè se valga mai la pena di "rinunciare" a ciò che ci fa stare
bene,per non soffrire poi…e se davvero non si soffre poi,lo stesso.

Lungo silenzio mio.

Eppure sono stata ermetica.
Lei che sa meno di poco,che mi percepisce,che ha antenne da pipistrello,che sente le vibrazioni nel mio ridere allegro,
aggiunge:
"Guarda che era rivolto anche a te questo pensiero…capito?"

Silenzio,seguito da nodo in gola.

Ehi non è che vi avanza qualche puntata di Conan(e Lana)?
In cambio vi canto tutta la sigla e vi cedo qualche puntata di
Sanford&Son e le prime due serie complete di "Cheers"(che sono
stupefacenti,nel senso che dopo la prima puntata non riuscite più
a smettere).