E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

è scientificamente provato

Proprio non mi va che mi si racconti la vita, il sesso, il piacere, la gente come una scienza esatta
La teoria nemmeno regge. Sarebbe tutto così semplice e la gente non è semplice.
Il cinema Holliwoodiano si carica sempre di dover rappresentare una società intera nelle pellicole, producendo così “funzionali” stereotipi che rappresentano tutti e poi nessuno
Il cinema europeo, quello inglese in particolare, mi colpisce per questo: per lo più parla di persone, di singoli, racconta storie a sé senza farsi carico di raccontare l’intera umanità o sentimenti “globali” piuttosto improbabili.

Le Sfumature.
Le Sfumature.
Perché siamo miliardi, ognuno col suo sentire, ognuno  che non sa  esattamente com’è il sentire di un altro.
Dovresti essere un altro per saperlo “esattamente”.
Si parla infatti di “nostri simili” riferendoci al genere umano, non di “identici”
E non mi va un Dio interventista, il già deciso. Pedine predestinate, impotenti vittime di mosse decise prima della loro esistenza.
E’ vero: pende su ogni testa una qualche pesante eredità di ciò che fanno di noi (ma abbiamo un secolo per parlare di madri e padri?), di credenze,  il ripetersi di eventi all’interno del cerchio familiare. Ma non è “il destino”. Non è roba scritta nel DNA.

Non ho mai detto di avere un bel carattere. Ma non sono ottusa.
E so vedere la gente . Sò di essere brava in questo senza che nessuno me lo dica.
Sento cosa, in  una situazione, non torna. A volte molto chiaramente.  So cosa sentono o non sentono nella mia direzione, nel mio raggio.  Più con gli uomini. Noi donne siamo più inquinate, torbide, complesse.
Certe volte posso sapere qual’ o sarà il problema con estrema esattezza, solo stando in ascolto. Putroppo, il tutto poi  deve attraversare il mio “modo” , il mio vissuto, me  e il buon vecchio “buongiorno” che si vede dal mattino.
Dirlo non è necessario. Ma sò. Però lo sapevo. Già lo sapevo anche a questo giro di giostra. Ok.
Si tratta solo di cancellare tutti questi film di Karate.

Quest’anno il carnevale mi è scivolato accanto silenzioso. Non mi sono accorta che di qualche manciata di coriandoli in strada.

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Una Risposta

  1. luciamarte

    Sono proprio le sfumature a rappresentarci. Ognuno con le proprie. Chi di grigio, chi di verde, viola o blu. Pochi di millecolori. Anche il bianco ed il nero ne hanno mille di sfumature. Impossibile catalogarle, nominarle. si possono solo “sentire”, “vederle” è difficile.

    18 febbraio 2010 alle 13:52

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