E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

Mentre tornavo a casa, uno mi ha dato di racchia. Devo ammettere che ho cominciato io.
La conversazione è stata questa:

“Fava!!”

“Racchia

“Idiota!”

“Racchia!”

Però pensavo che “Fava” fosse il nome di battesimo di tutti quelli che mentre vai in bici, tentano di metterti sotto con la macchina, uscendo da un parcheggio a marcia indietro. Mi aveva pure visto perchè era voltato prima di fare retromarcia. Ha fatto lo scatto indietro , poi inchiodato. Un soggetto così non può chiamarsi Luca o Marco. FAVA.
Però…
Vanto un discreto curriculum di epiteti, il più gettonato rimane “stronza” con tutte le sue varianti, affettuose o meno. Però Racchia… A occhio e croce sarà stato un metro e un tappo e pure bruttino. Ciò non toglie che possa chiamarmi racchia.
Sarebbe antidemocratico che solo i belli potessero dire “brutti!” ai brutti. Un ladro può dire ladro ad un altro ladro , per altro con una certa conoscenza in materia.
Non era un locale, ne son quasi certa. Forse del sud dato il certo “pudore” del termine. Un fiorentino avrebbe detto quasi sicuramente “Troia”, (scambiandomi per la sorella).

Racchia. Dopo ho molto riso. Però arrivata a casa sono andata a guardarmi allo specchio per prima cosa…

2 Risposte

  1. non so cosa ti abbia risposto lo specchio, ma anch’io ho riso molto.
    è semplicemente bello ri-leggerti così.

    18 giugno 2009 alle 23:03

  2. Racchia!

    19 giugno 2009 alle 09:34

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