E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

“Però ( che cosa vuol dire però…)”

Adesso non ho più la paura, consapevole a tratti, e che mi ha seguito per una vita, come l’ombra che compare ad ogni calata di sole, dell’ Instabilità, dell’ Assenza continua di Punti Fermi.
Adesso. Per adesso. Ed è estatico. E vorrei fosse per sempre.
Anche se non mi ha mai impedito, la Paura, di fare scelte pazzoidi, di mollare lavori, e il Il certo per l’incerto. Ma forse perchè per me era sempre  incerto per incerto.

Sarà “INsensata voglia di equilibrio” per chi ha le spalle ben coperte e l’approssimarsi dei Saldi come principale prerogativa.
Ma se per te era faticoso e vago anche avere i libri per la scuola. Se la tua educazione, sentimentale, intellettiva, umana, te la sei silenziosamente (il silenzio era essenziale) arrangiata,  certe volte inventata di sana pianta, allora, la voglia di equilibrio un senso ce l’ha. Eccome.
Personalmente me ne costruii uno. Uno Pseudo-equilibrio,   senza uno straccio di progetto. Per sentito dire, letto, o appena intravisto, altrove. Un pasticcio (o posticcio) degno del dottor K.
Quello vero,  “l’ago della bilancia”,  l’ho cercato intorno, non sapendo chiaramente come fosse fatto, ma per l’idea che io ne avevo. O cercandolo in altri, più solidi, che non fossi io. E ho fatto errori, che vedo solo guardando indietro e unendo i puntini.
Ma punti fermi mai. A parte il cane, a suo modo.
Essere responsabile per lei era il mio modo di essere responsabile per me.
Ma mi manca per quel che mi dava, l’inenarrabile e inumano. E per il suo sguardo.

Adesso non ho bisogno di niente. Non temo niente. Ho tutto, perchè non ho niente, non stringo niente nelle mani. Sono aperte. Nè mi aggrappo a niente.
Non desidero esattamente qualcosa. Posso dare in maniera serena perchè non mi serve niente indietro. Non sono inquinata.
E Niente. Ho solo la sicurezza che tutto andrà bene. E andrà bene. E un sorriso accennato, magari un pò idiota, accompagna questo mio pensiero, di giorno e di notte.

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Una Risposta

  1. marco

    “Essere responsabile per lei era il mio modo di essere responsabile per me.
    Ma mi manca per quel che mi dava, l’inenarrabile e inumano. E per il suo sguardo”…esattamente quello provo io nei confronti del mio cane…bellissimo pensiero..un piacere leggerti.

    andrà bene..vedrai.
    m

    6 giugno 2009 alle 18:56

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