E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

E per chi non sa baciare ?

1 Settembre

Le sue braccia sono ancora intorno al mio collo, ma lei non c’è più: una collana d’arti di valore inestimabile.
“Pronto Alvise, ho lasciato da te le mie braccia per caso?”
“Hai abbracciato qualcun altro ieri sera?”
“Sul momento non ricordo: so che per entrare in casa ieri sera ho usato le mani del vicino…”
“Solo per entrare in casa?”
“Non so…chissà dove ho la testa!”
“Se la cerchi è sul mio comodino”
“Le mani mi servono, ma le testa la puoi tenere, se vuoi.”
“La tengo solo per oggi: così se ho bisogno di un bacio lo prendo; ultimamente ho molto bisogno di baci.

Per me i baci sono tutto. Il bacio è l’unica
vera forma di esternazione salmistrata labiale
che stia all’incrocio di sorella dolcezza e cugino maiale.
Un appuntamento fra terno e ambo,
una cabala, un sorteggio tra meglio e peggio,un ingaggio;
una palestra un pò sinistra per tiri mancini fatti con destrezza.
Il bacio è l’unione che fa la scorza, un fiore d’arancio spremuto,
un matrimonio tra labbra Paola e labbra Antonio.
Si può baciar la terra in viso ma è meglio in vaso;
si può baciare sulle guance, oppure in bocca al lupo
(e certo farà un pò schifo ma porterà fortuna);
si può baciare la fortuna ma non prima che ti baci lei,
altrimenti sono guei (errore per rima).
Il bacio non va mai confuso: la respirazione abbocca abbocca
si fa solo ai pesci, al pesce baciatore, la classica invenzione
subacquea, o finzione marina, ma Marina lo sa e non ci casca mai,
a differenza dell’ape operaia che baciò il suo caporeparto
e diventò direttore
Una penitenza recita: “Dire fare baciare lettera testamento”
ma baciare non è una penitenza,è soltanto lo scontro di un momento,
un incidente di percorso tra due stranieri:
per questo bisogna conoscere bene la lingua.
Se le labbra avessero mani forse, invece che baciare,
applaudirebbero. Ma il bacio non può fare troppo rumore,
è più intimo, insapore, inodore, incolore, in calore,
in amore, in postore.
Giuda infatti baciò per tradire, e tra dire e fare
c’è di mezzo il male. Questa è storia.
E la storia ci insegna che il sole bacia i belli,
i così così li bagna la pioggia, gli orrendi li soffoca la nebbia,
ma che farà la neve?
La neve fiocca , e bacia una volta sola poi svanisce,
si raffredda in un rapporto glaciale che fa diventare più pazzi
e pupazzi, perchè il bacio è roico, cioè essensuale,
l’assenza del vitale e campale: la classica battaglia persa in partenza
ma poi vinta all’arrivo; è un’ incontinenza orale, la giusta incombenza,
è “amo” senza lenza. E chi non bacia è un verme.

Tratto da “Oggi è mercoledì e io no” di Alessandro Bergonzoni

Eppure, quando mi diverto a leggerlo a voce alta, è una di quelle volte, che, cavolo, vorrei averlo scritto io!

2 Risposte

  1. Grandissimo Bergonzoni!!

    Mi piace tantissimo il suo continuo viaggiare dentro e fuori le parole …

    A presto! 🙂

    28 gennaio 2009 alle 01:35

  2. P.

    complimenti per il blog, mi piace molto come scrivi, mi piacerebbe avere un tuo commento al mio, parla di una storia molto particolare che sto vivendo proprio in questo periodo

    un saluto P.

    5 febbraio 2009 alle 11:24

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