E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

Il senso di vuoto genera figli

Questi giorni sono come buchi in un vestito.
Non quei buchi di vecchie magliette con le loro piccole storie,
che si sei affezionato, alle magliette e ai buchi e
le metti ancora,  per dormire.
Questi giorni vuoti sono i buchi  nella giacca,
nel vestito “buono” , in quello che ti stava meglio
di un guardaroba modesto.

Vorrei che se ne andasse questo senso di disprezzo,
appiccicato alle mani,
che non esenta niente e nessuno.
Mi sento mediocre nella mediocrità,
goccia in un vaso che trabocca.

Certo…le cose cambiano.
Ma quando?
Voglio  una data, un giorno,  un ora,
Voglio un appuntamento con il signor “Tempi Migliori”

E ho imparato che imparare a dire
“sto male”
“sto abbastanza male”
“sto di merda”
e non ha apportato nessuna delle migliorie
che mi dicevano. Dentro, non cambia niente.
Non fa stare meglio affatto.
Meglio tornare ai vecchi :
“come stai?”
“bene”

Come stai?  Bene.

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2 Risposte

  1. aspetti un figlio! Ma dai! Anche io allora, ecco!

    11 novembre 2008 alle 15:55

  2. basta che non sia il mio… (chi vuol capire, capisca).

    12 novembre 2008 alle 15:08

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