E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

Per te che parti

pessime giornate
pessime serate
chiusa la “storia”

ma più
stanca di essere desiderata(perchè poi?) ,
poi cometa nelle vite altrui,
io che me ne sto in disparte,
il mezzo per arrivare a scegliere e ragionare,
il traghetto comprensivo
ma poi troppo difficile da gestire,
non sò, la paura di misurarsi…? (chi glielo chiede poi?)
O qualcosa di meno nobile. Tutto fuorchè noiosa mi direi.
O solo sempre terribilmente sbagliata
stanca di chi non voluto si insinua a forza nel mio beato Non-sentire
e poi non regge il colpo
Non ce l’ho con te, li chiamano sfoghi…
…non ne faccio granchè uso, non mi sollevano o sollievano
E TU mi capiresti forse anche muta
Il peso scende , e scende anche l’anima e l’umore e una vita di nuovo tutta da strvolgere
C’è chi ha paura di cambiare, mentre io grido: “ANCORA”???

Noi ci troveremo prima o poi

Questa notte da fuori arrivano rumori strani , innaturali e inquietanti e i cani abbaiano
e se in altri momenti uscirei a vedere senza pensarci super-eroe mezzo svestita,
stanotte vorrei solo una mano nella mia
e chi mi scosta i capelli dagli occhi senza chiedermi niente.
Era molto tempo che non mi sentivo così internamente, così profondamente, silenziosamente triste. Anche quando rido e butto parole fuori dal cestino.

Buon viaggio a te.

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Una Risposta

  1. Passata la notte tremenda?
    Ma dove abiti? sei vicina di casa di Dario Argento?

    18 agosto 2008 alle 20:57

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