E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

“E siamo tutti un pò malati ma siamo anche un pò dottori” L. Carboni

Chi hai più vicino risulta inabile a comprendere uno stato d’animo, pur sapendo cosa ti accade. Deve essere una specie di “regola familiare” .
E ti ferisce non vedendo dal filtro della tua apparente normalità che sei già ferito. Eppure dovrebbe. E’ lì, ti vive. Non tutti sono prodighi di parole, non tutti sentono il bisogno di “sfogarsi”. Non tutti.

E per una parola va’ a puttane una serata, un umore, per chi “doveva” capire.

E’ che 10 anni dietro ad un banco di bar ti hanno insegnato non solo a posare professionalmente le tue tristezze , gli avvicendamenti interiori nell’armadietto insieme alle chiavi della macchina e ai tuoi abiti “civili” al tuo arrivo, ma anche anche magicamente a lasciarli lì quando torni a prendere le chiavi e i tuoi cenci a fine turno.
Quella “maschera” smise presto di mascherare i tuoi umori, si infiltrò nella tua pelle e ne divenne parte e tu diventasti lei.
E sorridere e non perdere la battuta, il ritmo, la quotidianità e una dose di omeopatica superficialità anche quando i problemi erano davvero seri e metterTI  via, ascoltare gli altri, aprire la tua mente ad altro. Se non tiri addosso la tua merda agli altri, conoscenti o sconosciuti avventori del bar, se non fai trasparire tristezza loro, ignari, ti curano.
La cura che ti ricorda chi sei, chi sei quando non sei triste, chi sei quando non ti asciughi le lacrime. Non sanno e ti trattano per ciò che vedono.
E tu dici che grazie a Dio tu sei quello 3/4 della tua giornata
e quello è il tuo 80%
La malinconia, se ti ci abbandoni, con la sua nebbia può confondere.
Da autodidatta e nella varietà della gente che ogni giorno incontravi per un minuto o per anni imparasti a soffiare come sui fiori di tarassaco.

A volte, mi manca ancora il bancone la macchinetta del caffè, lo scaffale degli alcolici dove posare la mano a colpo sicuro sapendo cosa trovi. E la gente.

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Una Risposta

  1. un pò si capiva…
    ma spesso le ragioni di ognuno sono molteplici e purtroppo delle volte le parole volano oltre gli stati d’animo.
    mi siete mancate sabato…

    23 giugno 2008 alle 14:01

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