E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

Parenti…

Lo sò…lo sò… vorrei non fosse e lo è. Ma esclusa mia mamma, io più lontana sto dal 90% della famiglia e meglio è per la mia salute mentale.
Vorrei raccontare il contrario, di nonni speciali, favole e aneddoti. Il migliore, quello che mi ha lasciato in eredità gli occhi, non mi ha aspettato. Se ne è andato prima che arrivassi. Ma gli piacevano i boschi e gli animali ed era un padre tenero. La mamma mi racconta che al brontolare ininterrotto della nonna, lui scivolava via piano piano, lasciando la porta di casa socchiusa, perchè  lei non si accorgesse della sua “fuga”.

A volte quello che più hai, è quello che non hai.

L’altro nonno, pittore, folle,  donnaiolo e bevitore da giovane, ci regalava, da anziano, come meglio poteva, quel pò di presenza e tenerezza, e in cerca forse di un perdono (che non ebbe), provò ad essere un nonno migliore di come era stato padre. Disegnavamo insieme cavalli e clown.

 Siamo cugini orfani, slegati nostro malgrado,e ci si vuol bene per questa disunione che non abbiamo scelto.
Ma  tutti gli atri, consanguinei, di quel sangue agitato “giratemi al largo per please.”  Non vi sopporto, mio malgrado.

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