E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

Tanto per rimanere in tema

Non è l’inizio, ma non ricordo oltre nè di più.
Eravamo nella cucina di Camilla, la bambina bellissima,biondissima,viziatissima che ho guardato per qualche mese, tempo fa, tra un lavoro e l’altro.
Io maldestra nel tentare di togliere le stoviglie dal cestello ruppi pure qualcosa-
Il tempo passa e i padroni di casa mi congedano perchè devono uscire, con la richiesta di riaccompagnare una loro amica dai capelli lunghi, giunta da poco, a casa.

Guida lei la mia macchina. Non faccio in tempo a domandarmi perchè cazzarola una sconosciuta guidi la mia macchina, che lei mi va dritta ad una curva , e dritta-dritta in un campo.
Niente. E’ un campo. Tutto ok , non è successo niente.
Ma la macchina continua ad andare lentamemente avanti.
Le dico di fermarsi adesso, di tirare il freno, perchè tra pochi metri finisce il campo e comincia la terra.
“Accidenti nella terra no, dopo come ne usciamo…?”

Ma nella terra sì.
La macchina va avanti, si infila tra le zolle.
E comincia ad affondare. Nella terra, asciutta sabbia mobile.
E io affondo.
La mia sciagurata compagna rimane lassù. Come è possibile?
Io affondo. E dal tettino trasparente della mia macchina, le ultime immagini scatto con lo sguardo, di un cielo che si allontana, di terra che lo richiude sopra di me.
Vedo appena la ragazza dai capelli lunghi, chiedendomi se lei lassù farà qualcosa. Ma non potrà. Non c’è tempo. Muoio. Che strano.

Rinchiusa, Inscatolata, depositata come un bulbo sotto la terra.
E lei, com’è che mi era accanto ed è sfuggita alla stessa sorte? Come ha fatto ad uscire dalla piccola twingo?
E’ forse una percezione dettata dallo sgomento ?
Lei è forse con me, vicino a me che non la guardo, e non lassù, ultima inutile speranza?
Non potrebbe mai alzare tutta questa terra comunque, nè chiedere aiuto in tempo.
Forse se ne andrà, non vista. Facendo finta di niente.
Come non fosse successo. Niente ci lega.
Non sò nemmeno il suo nome. Nè lei il mio.

Aprire gli occhi, svegliarmi è stato un attimo e un dolore perchè sto soffocando, muoio e che sarà mai,
e un sollievo  per le pareti, e non la terra, della mia stanza 
e luce azzurrata dalla  finestra scalena.

Non ho mai sognato di morire. Ma è il come, che da tutta la mattina si riaffaccia, col rimasuglio di passiva angoscia portato via dal sogno , a rendere inquieta la veglia.

Il padre di due miei amici, così morì, coperto da una , buca che aveva fatto. Il peso del trattore troppo poco distante, fece franare le fittizie pareti, e lui era lì. Dentro.

Annunci

3 Risposte

  1. mio fratello sabato ha avuto un incidente in macchina, niente di grave ma la macchina è distrutta!!!! capisco la tua sensazione

    12 maggio 2008 alle 13:56

  2. Vedi cosa succede quando si mangia prima di andare a letto?
    …la finestra scalena…

    12 maggio 2008 alle 18:43

  3. Thousands and look closer buy cytotec dead hand estivities.

    9 agosto 2008 alle 18:55

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...