E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

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Imagesm
“Davvero non mi vuoi vivere?
Non sei felice?
Non stai bene?
Rispondi
Ma tu non sei normale
Finisci una cosa tu perchè potrebbe finire? Non ti vivi una cosa bella che ti fa stare bene, perchè potrebbe andare male? Ma come ragioni?”
Ecc Ecc Ecc

Se si potessero abbassare le orecchie umane, avrei avuto le orecchie basse.
Mi sembravo Aisha quando io la rimprovero, solo che io le lancio anche qualche “cretina”.
E poi, non vince chi fugge?
No?
No eh?
Ma poi, quando ci sei, in un secondo i banchi di nebbia si diradano, e mi dimentico tutto.
Con la tua voce dannatamente dolce e la tua logica che non fa una piega, vista da fuori.

Devo solo decidere se la tua assenza o la tua presenza è il momento di lucidità…
Quando stai bene su una nuvola non vorresti scendere. Solo che poi c’è la vita.
(Poi, te lo dico: se un film non ti piace non puoi girarti dall’altra parte e incrociare i pollici come i bimbi, mettere la testa sotto al cuscino eh? Lo guardi tutto, pure se è brutto. E che fai, esci dal cinema se un film non soddisfa le tue aspettative?? Guarda, al cinema con te non ci vengo.
Non è che godevo a vedere Amore Perros, e guaiti e incontri di cani, sai? Ma mica mi son messa a leggere un libro…)

Ma che ne so io. Non sò nemmeno se mi piaci, se ti piaccio.
Per certi argomenti sono ormai una grande teorica, di fama nazionale(ma anche un pò inter).
Ma la pratica. O meglio, la pratica per ora sembra essere quella che ci viene meglio, ma quella è un altra storia. E siamo in fascia protetta.

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3 Risposte

  1. io tifo sempre per te!ma maddaiiii!
    ti ricordi cosa hai chiesto a babbo Natale?se non ti butti però!

    29 gennaio 2008 alle 20:56

  2. per x: se ti trovi a passare di qui,sappi,che il cane è più intelligente della padrona,e la zia del cane,ovvero me,è molto più disponibile della padrona del cane!!

    😉

    30 gennaio 2008 alle 14:56

  3. viaggiatore in black out

    ti butti sempre giù, ma mi fa piacere – ne ero sicuro io – sotto c’è sempre un materasso.

    4 febbraio 2008 alle 21:29

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