E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

R

Non sò se avrei dormito, la notte mi è tornata capricciosa da qualche giorno.
Certo il divano di camera mia, perso il suo giallo, un fallito sogno erotico, essenzialmente scomodo per certi slanci, ieri è stato comodo e salotto. 4 ore son volate, insieme al giubbotto di Robi su una sedia. Credo che abbiam riso tre quarti del tempo, aggiornato l’aggiornabile, le confidenze, colmato le assenze. Tutto il tempo con le gambe distese sulle sue ginocchia, cercando di non gravare sul suo menisco malandato, nel nostro mondo di supposizioni, di “ti immagini se…” , i suoi 1000 racconti che non ci si annoia mai. Aisha sognava ai piedi del letto, in cuccia, semi-addomesticata(a giorni alterni, come le targhe). Quando è stata l’ora del sonno erano le dueventi come nulla fosse. E dentro la notte, quel bene così tanto che non sai mai bene come manifestarlo. Non sono mai maliziosa con lui, me ne vergognerei.
Ho messo in un vasetto le lucciole, fatto i buchi perchè respirino nella notte. Ogni tanto mi scostava i capelli dalla fronte, e mi ha accarezzato le gambe tutto il tempo. E’ un rapporto strano dove la sensualità messa spesso in discussione in passato, ma mai in atto da entrambi è implosa e divenuta una forma di bene inafferrabile. A vederci dall’alto mi siam sembrati due fidanzati su quel divano, ma di una inspiegabile razza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...