E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

Zucchero

Ma ci si lamenta della noia a morte come la signora Mondaini alla sera,
poi anche che ci si lamenta che non c’è mai un attimo di pace?? Una giornata passata a modo, no?

E mentre col nodo in gola, in macchina, con l’indirizzo della ditta trovato su internet , dopo aver acchiappato veronica "vieni, dobbiamo uscire. SUBITO" si va.
Che per mal d’amore mi dice F ,pensava di farsi fuori,e che il soffitto del magazzino forse non reggeva. Io che penso che chi decide di far smettere la vita di scorrere , non lo dice, lo fa e lo rimprovero per la grande responsabilità che mi scaglia addosso, e mi investe come un treno il suo dirmi certe cose. E lui "vabbe, ciao" e non risponde al tel, chiude  Skype.
E in macchina mi passa il paesaggio, si batte la campagna, si trova la via, non corrisponde, si richiama. Non risponde lui. Una rabbia, che se lo trovo si prende una manata che se la ricorda. Chiama Giusy, giusi riguarda l’indirizzo on line, è giusto…ma non è giusto. Chiamalo, chiamalo, chiamalo. Risponde . Veronica gli da di cretino e me lo passa, lui ci dice "ma vi drogate?? io non ho bisogno di nessuno" mi sale una rabbia che glielo appenderei io un cappio al muro,poi una spinta alla seggiola.
Poi messaggi, "scusatemi"…e arrabbiate, poi, drenata l’adrenalina ci perdiamo per le stradine di campagna, ci ritroviamo, e pensando che certo solo noi, temendo per la vita di qualcuno potevamo sbagliare indirizzo e ci viene da ridere per le 2 ore assurde e ridicole.

…stai male sì, "nessuno può capire, non vi rendete conto". Forse tu che sei stato fidanzato 13 anni, fuori e lontano dai dolori delle storie prese e perse dei più comuni mortali, forse  per te è una cosa nuova…l’amore è banale, è lo stesso dolore per tutti, belli brutti sciocchi geni, cambia per la durata del dolore e dell’intensità ma è lo stesso.

E si soffre e ci si scorda di aver sofferto e sai che i problemi con lei erano talmente tanti che ora daresti tutto per riaverla ma che  tra un mese, due, un anno , alla prima lite, o un dito puntato,la dimenticanza riporterebbe a galla tutte le coltellate e il non rispetto reciproco.
Perchè se si rompe lo specchio, non sette anni di sfortuna e con colla e pazienza e sapienza lo si rimette insieme, ma i segni si vedono, e nello specchiarsi, una forma distorta prende il posto dei tuoi occhi o dei suoi ed è ben più fragile quel mosaico riappeso al muro.

E tanta rabbia che ti avrei mangiato, per poi dirti la sera, vabbene dai, vieni quì, dai, vieni
non mi pesa ascoltarti , rimani, non andare a casa, non è difficile. Non c’è fatica. Non come  quelle di F , ma le spalle larghe le ho
anche io, e dati i nostri precedenti maldestri e falliti su un letto, nessun pericolo o pensieri hanno attraversato le lenzuola,
Avrei anche io voluto qualcuno a stringermi la mano nel sonno anni fa, una carezza. E vederti dormire tranquillo .

Poca cosa

Ma oggi è uguale a ieri . E si riprova. Fidati…passa, passerà.

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2 Risposte

  1. sembra un pò in effetti 1 puntata di casa vianello 🙂

    5 agosto 2007 alle 22:51

  2. sigis

    dalle foto sembri giovane, dalle parole avvolte non hai tempo…………

    6 agosto 2007 alle 00:29

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