E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

Nel sole, guidi, rispondi ad un messaggio, passi le dita sul viso anemico e dal dorso della mano, passato sulle labbra mordicchiate, scende un rigagnolo di sangue, il tuo. Istinto, passi la lingua su un lato della bocca.
Sei tu. Questo è il tuo gusto. Pensi che biblicamente, non esiste l’inferno, non c’è paradiso, vi hai letto che l’anima è legata ad un solo filo, con la carne, e con essa muore. Ma allora è sulla mia anima che ho passato la lingua, e ha questo sapore ferroso, denso…l’anima?

Vorrei dire con parole mie, anche se Pessoa lo farebbe meglio, userebbe proprio quelle precise, aguzze, che  per dovere stare attenti a non cadere, su un terreno difficile, non si è corso.
Vorrei dire che il tempo mi scivola addosso, con l’esatta sensazione di spreco, e, insieme, di non-me-ne-frega-niente  perchè l’ inappartenenza la fa da padrona, che non ricordo nemmeno se nasce con me questa consapevolezza. Vorrei dire che non ho scusanti per tutto ciò che non ho fatto di me, per ogni mia potenzialità gettata dal finestrino di un auto, o lasciata volar via per scoppiare in alto come un palloncino pieno d’elio, sfuggito, o lasciato andare di proposito…tanto per vedere…e non ho un solo alibi, come quelli che mi trovano a volte gli zii, "se fossi stata seguita…se avessi avuto", trovo solo una mia assenza di volontà, che pigrizia non sarebbe la parola adatta. Trovo solo un mio coerente perdere per strada di tutto ciò che è pratico e che mi riguarda.
Mi chiedevo in questi giorni perchè faccio le cose per gli altri e non concludo mai le mie. Persa, sempre, inconcludente e sospesa, ferma finchè non ho l’acqua alla gola, inattiva.
Per gli altri…perchè hanno la costanza, di pungolarmi, farmi agire perchè renda o forse perchè non mi rimane niente è più facile, nessuna imperfezione da rivedere, niente da tenere nelle mani.
Oggi ho un giorno di dolore.E la rete della mente piena di cose inutili.

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3 Risposte

  1. delpo

    troppo contorto questo post per il mio neurone

    28 marzo 2007 alle 17:16

  2. .. altruista … ecco perchè !!
    ce ne sono pochi e … siete molto rari !

    .. in via di estinzione !

    ciao
    Andri

    28 marzo 2007 alle 17:48

  3. no, non troppo contorto. E’ un post esatto come pochi, se si ha avuto modo di condividere anche solo un poco questo sentimento. E io l’ho condiviso e in parte ancora lo condivido.Lo sento. E non potevi non essere più esatta. Il centro delle città è sempre un dedalo di vie. E’ troppo facile fare le mappe esatte dei gran viali squadrati delle periferie razionali. Laddove invece la città si contorce in viuzze complicate e imprevedibili, laddove sembra che le case siano venute su a caso, là c’è il cuore della città e della sua storia. E c’è il senso vero, l’aria più respirabile. Il senso di inappartenenza allora trova nelle tue parole un’appartenenza, se non latro perchè la mappa esatta della sintassi fa sentire quella città meno sconosciuta e dunque un po’ nostra. E se quella città è anche un po’ tua e di chi si riconosce nelle tue parole scritte, allora la città appartiene un po’ a tutti noi, e in quella città ci troviamo, in quella città abbiamo appuntamento. Ad ora insolita e impossibile, come sempre….kiss

    28 marzo 2007 alle 20:08

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