E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

Fotografia

"Una delle grandi tragedie della mia vita (di quelle tragedie, comunque, che avvengono nell’ombra e nel sotterfugio) è di non riuscire a provare sentimenti in modo naturale. Certo sono capace di amare e di odiare come tutti, come tutti sono capace di temere e di entusiasmarmi; ma nè il mio amore nè il mio odio nè il mio temere nè il mio entusiasmo sono esattamente quelle stesse cose che sono. Manca loro un qualche elemento o ne hanno qualcuno di troppo. La verità è che esse sono qualcosa d’altro , e ciò che io sento non va d’accordo con la vita.
Negli esseri che vengono definiti calcolatori(e la parola è molto indicativa) i sentimenti risentono della limitazione del calcolo, dell’attenzione egoista, e sembrano altri. Negli esseri propriamente definiti scrupolosi si osserva lo stesso spostamento degli istinti naturali. In me si osserva lo stesso turbamento della certezza del sentimento ma non sono un calcolatore e non sono scrupoloso. Non ho giustificazioni per il mio modo errato di provare sentimenti. Per istinto altero la natura degli istinti. Senza volere, voglio nel modo sbagliato."
Pessoa
Il libro dell’inquietudine

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4 Risposte

  1. Penso che ognuno alteri la natura degli istinti e tutti vogliono nel modo sbagliato.
    Ognuno a modo suo ed in modo diverso.
    Non vi sono modi errati di provare sentimenti.

    28 marzo 2007 alle 00:24

  2. Invece io condivido al 100% le parole di Pessoa. Potrei averle scritte io, seppur in modo pedestre.
    Notte Ubik.

    28 marzo 2007 alle 03:24

  3. Quanto scrivi!!!!! :-/

    Un abbraccio pantpant 🙂

    28 marzo 2007 alle 12:54

  4. Pessoa mi attira come una calamita

    “Niente mi soddisfa, niente mi consola, tutto (che sia esistito o meno) mi sazia. Non voglio avere un’anima e non voglio abdicare a essa. Desidero ciò che non desidero e abdico a ciò che non ho. Non posso essere niente e non posso essere tutto: sono il ponte di passaggio fra ciò che non ho e ciò che non voglio”

    Il libro dell’inquietudine

    28 marzo 2007 alle 22:57

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