E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

Loop

Una musica può fare.
Con me tutto il 2006, postuma e portata a termine da Bono-

Ancora lei.

Ed è quì, aleggia, torna in loop stanotte.
L’ho sentita seduta a terra, sdraiata, accucciata,
guardatrice di soffitti e finestre.

Si è inchiodata alle pareti della mente.

E torna.

Ascoltata con le braccia distese, conserte,
facendo cerchi in aria,o, toccando, con le dita il tetto basso su di me,
da sola, sempre sola. E non ho mai pianto.
Io che mi commuovo con un cartoon.
Spiegare  a mia madre che mi dice di non chiudere il canale d’amore che ho,
che è lì,che ce l’ho garantito,
che mi chiede se ha sbagliato qualcosa e Il perchè della mia assenza.
Io che guardando dalla finestra la cupola del duomo, le rispondo che non è lei, lei è la persona migliore che conosca.
Io sono assente dalla mia vita, da me stessa. Da tanto.
E stasera torno a "scivolare via",
tra i vuoti e i pieni, mi domando per la prima volta quando è successo?
Quando sono andata via?
Quando mi sono lasciata sola a vivere i miei giorni?Forse non sei mai stata viva…
No, ho vissuto, lo ricordo. Io c’ero
Quando sono uscita dal corpo della mia mente?

E perchè ho semplicemente vissuto l’assenza senza farmi questa domanda?

Quando la mia presenza al lavoro della vita è divenuta sforzo e volontà senza desiderio ?
Forse se riuscissi a ricordare l’attimo esatto, potrei riprendere.
Non ho mai tenuto niente nell’inconscio. Tutte le cose non dette di me a me le ho dette.
Sempre. L’unico modo che ho trovato per rimanere sana.
Quando ho perso il filo?
Stringo gli occhi e non ricordo.
Quando tutto è diventato zero  e ho vestito un solo vestito,quello dell’ilare ironia e dell’imperturbabilità, ogni giorno venuto dopo e  per tutte le occasioni?
Quando è successo? Quando ho rotto il vetro in un tonfo muto e non ho visto vetri intorno?
Ero viva nei 20 anni miei, ero lì a spiegarmi che certi buchi non si tappano,
ma si possono ovattare di impegno e d’amore e scegliendo con chi camminare.
C’ero nel volontariato e nei viaggi, nei fiori ricevuti.Nelle carezze c’ero. E Sapevo ancora farne.
Ero viva, ricordo. Viva.

Me ne sono andata un poco con Diego, giù sul viadotto senza rete, Firenze-Bologna?
Nello  svanire altrui che ci fa paura davvero?
Nelle parole di quel prete della minchia "Dio l’ha chiamato a sè, dove è ora sta meglio…"
Brutto ipocrita, che ti ci insegni un Dio cattivo.A 24 anni stava bene dove stava.
Ho cominciato a saltar fuori dai binari mentre Teresa, moriva nel suo letto, soffocata dal prorio  sangue, esploso in un grumo, ignara, mentre il suo uomo era fuori a trombare con una tipa(piccolo il mondo,meschino anche)?
Nelle sue perole pochi giorni prima?

La mattina me l’hai detto come si dice "porta fuori la spazzatura" e in quell’attimo ho cominciato a semttere d’amarti.

E’ stato Massi?  La mia soluzione gira lì, in quel periodo, ma nn trovo il fotogramma.
Lui con i suoi occhi vivi e immensi di dolore, mi ha trasmesso un virus esistenziale che non sò più scrollarmi di dosso?

E’ stata la morte che mi è passata accanto,sconosciuta, toccando l’incoscienza prima,
abbracciando la lamiera ad un albero invece che me? O quella volta, poi, che
sono sicura,  se non avessi reagito con tutta la vita, l’impeto e
l’istinto che avevo, quella volta davvero consapevole del rischio, del
pericolo, della follia che pervade le menti, anche quelle di chi ti
grida t’amo. E’ stato lì?

Tutto torna a circolare in questa canzone che non riesco a cantare e nei tragitti in macchina.

Sono rimasta sulla panchina in un giardino?
E’ in tutto il non scritto che vorrei sapere scrivere?
Nel’accendino caduto  nella fontana?

Nello schifo che mi sovrasta e mi fa chiedere come far figli?
Nell’aba su Atene vista dall’aereo,
negli occhi tristi degli animali un giono allo zoo decadente?
Nel mio cane che stasera non mi cerca.

Sono rimasta prima, nelle case di terra in Marocco, dove la gente prende l’acqua al pozzo con il ciuchino?Nei loro occhi della più ignara bellezza?
Occhi che ancora desiderano, e che la vita non gli dia mai ciò che noi(non)abbiamo
e non gli tolga il desiderare…certi sogni vanno solo sognati.

Potresti trovare un muro di cartone in fondo, all’orizzonte.

Nei libri amati che non riesco a più a leggere?

.
Io non sto mai MALE del tutto.Io non riesco a stare male.
Io non sto.
Si sono corrotti degli impulsi in me.
Io non sto più bene DEL TUTTO.
Io non sto
La parte ilare prevale e mi sorride anche in perfetta solitudine. Ma io non ci sono.
Sono anacronistica.

I wanted to let it go
Just couldn’t let it go
I wanted to let it go
I just couldn’t let you…

E scivolare via per tornare ancora nella mia mente è una bella immagine.

E ricamato il forse suicidio in più interessanti teorie,
forse è scivolato via nelle pieghe

della sua voce che mi è familiare, del tempo in cui c’ero.

Io resto.Non so dove.
Ma resto.

Annunci

6 Risposte

  1. Ho letto, poi ho riletto ed infine ho letto ancora.
    Ho scritto un commento e l’ho cancellato, e cosi’ ho fatto anche con il secondo, perchè in fondo in fondo non ci sono commenti che valgano.

    Resta Lucrezia…

    7 febbraio 2007 alle 04:15

  2. mario

    Dovrei essere spalla e invitare a restare.ma in quanto viaggiatore elettrico invito anche a non temere viaggi nel buio.
    la differenza nella stessa parola: “resto” inteso come in chi non va. “resto” inteso come residuo, della notte e del viaggio – tipo quando trovi nello zaino che sposti nello sgabuzzino buio dopo anni granelli di sabbia, polvere del deserto mediorientale attraversato.
    comunque grazie, tra la notte e il giorno dopo aver letto il tuo post, ho trovato parole per me (quello che resta dopo la lettura nei versi sotto).Ma dovrei essere spalla e questo sono. Prometto.

    abito da sempre le stanze che hanno luce
    ma non basta. E’ l’alba e fuori brucia
    anche il cemento, l’aria di sola cenere si posa
    sul pavimento. E tra la notte il giorno resto
    mi sento ancora ancora sporco e senza voce..
    e che prometto al giorno nuovo? Allora cado
    prigioniero nel mio sonno e mi nascondo
    dal chiarore in una casa vasta
    più degli occhi. divido il sogno dai risvegli
    ma cosa spero di salvare?
    le cose che ho nascosto non le trovo. La polvere
    disegna la mia stasi, la dispersione,
    la febbre della mia deriva,
    i giorni semplici che non ho vissuto.
    Allora sembro come il calendario lasciato
    al mese indietro e lì quei giorni maledetti
    reclamano in ritardo una presenza
    che il mio silenzio non accetta di spiegare.

    7 febbraio 2007 alle 06:55

  3. bb

    lascio l’odio e mi porto stampato nell’agenda TEMPO&PAZIENZA.Almeno restiamo insieme,fammi da spalla che io per quel che posso la faro’ a te..altrimenti che coppia saremo?!…

    7 febbraio 2007 alle 08:23

  4. già..già e poco altro..alter-ego, sospiro, e ti abbraccio..

    7 febbraio 2007 alle 12:37

  5. l’amica di candy si chiama annie,pero’ mi pare un po’ sfigata la ragazza,vabbuò non fa niente..prepara la divisa!!!

    7 febbraio 2007 alle 15:48

  6. ma ti rendi conto che se in google cerco il testo e la traduzione di questa canzone mi viene fuori per primo il sito di una certa UBIK..sei internazionale..povero mondo!!

    7 febbraio 2007 alle 18:38

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...