E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

Cosa sarà…che fa crescere gli alberi (così…a casaccio per scorrere la pagina e il tempo)

Sarà la primavera.
"La primavera ce l’hai nel cranio" mi dicono.

Sarà l’ilarità in casa di questi tempi pacifici.
Sarà che "chi visse sperando morì nonsipuòdire"
Sarà l’aspettativa del nuovo
l’insonnia…mal comune, o bene
non sò, non le ho mai servato rancore
alla luna per portarmi via
il riposo.

Sarà Ooooh cosa sarà…
saranno le poesie elettriche
o presenze silenziose quì, quì, vedi?
Chiedevo sai,
perchè il 20 di luglio è il giorno che nasco io
ogni anno
fottutissimo

Sarà che se vado a Bologna e mi perdo
chiedo all’edicolante
ed è toscano pure lui
perduto pure lui

Sarà che "gli uccellini nel vento non si fanno mai male"
e noi si fa fatica a tenere i piedi a  terra

Sarà che in fondo il nostro cosmo
è fatto non di auto e cucine e telefonini

(sarebbe l’ora di smettere di negarvelo)

ma di pulviscoli

sguardi estranei, conosciuti e perduti in un respiro

in mezzo battito

e che non saprai mai…
e di buongiorno
di cani
di corse
di argini
di percorsi in macchina
di silenzi
  sarà che sei "solo sul cuore della terra"
che ammalia e ferisce
perchè anche l’amore è un male,o quantomeno innaturale

altrimenti esisterebbe in natura
e la Gaia terra sà ciò che è giusto

sarà che io non ho paura
che ho letto e scritto e chiuso libri
e posati su scaffali
o perduti in pile di libri
e per chi verrà solo pagine bianche
e rilegate in ciò che io voglio essere

sarà che io non ho paura
sarà che mi piace lasciare la porta di casa aperta

Sarà che di questa canzone mi piace in ogni parola
e che mi fa sentire i grilli
e vedere le lucciole quando dice:
"Cosa sarà che ci fa lasciare la bicicletta sul muro
e camminare la sera con un amico a parlare del futuro…"

 

 

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4 Risposte

  1. chi visse sperando si sa come morì, ma è anche vero che, come dice Enzo Avitabile, chi ‘e speranza campa disperato nun more..quindi s enon ci fosse speranza ceh senso avrebbe alzarsi la mattina? Senza tu turu turu tutto please! ma con la voglia di vivere bene anche se ogni giornata può apparire dura e difficile e ci sia sempre 1 ostacolo..Ah quante riflessioni!!Rino Gaetano invece viveva il presente,senza sapere che i suoi racconti sarebbero diventati profetici. Anche per sè stesso.

    1 febbraio 2007 alle 20:54

  2. ti vedo ti vedo
    il 20 luglio 1969 Armostrong mette piede sulla luna.Figli di quel sogno poetico e prometeico siamo finiti in basso, crollati, icari, anzi: acari.a razzolare. a 40 anni e + mi rendo conto che non siamo figli tanto dell’utopia e di una nuova frontiera. In quei giorni e per l’occasione i miei genitori venuti dalle campagne ( dalle “pezze, gli appezzamenti) da ormai 10 anni a Roma dopo anni di risparmi – mio padre faceva come per tutta la vita il muratore) decide di comprare IL televisore..e dunque io c’ero, se era storia, in bianco e nero. nato 5 anni prima (il 13 febbraio) quel battesimo di evento storico e mediatico è la mia vera nascita, l’autocoscienza riflessa in quel chiarore. Ma non della luna come per Leopardi, ma della luce fioca della TV. IL resto è (pseudo)storia.la perdita dell’idea di natura, per sempre? quanta solitudine e quanto amore cantati alla luce di quella luna. e poi, puf! si pegne la tv e c’è solo il buio.

    PS mi piace l’idea di “pulviscoli”. Ho da parte un fascilo di 30 fogli elettrici,raccolti nel titolo “sciami”. Coincidenza interessante, no? ci penserò tra la notte e il giorno.e penserò a quell’idea di amore che non appartiene allla natura.ma a chi appartiene l’attrazione tra uomini e donne? attrazione lunare?

    1 febbraio 2007 alle 21:31

  3. Di acqua e di respiro
    di passi sparsi
    di bocconi di vento
    di lentezza
    di incerto movimento
    di precise parole si vive
    di grande teatro
    di oscure canzoni
    di pronte guittezze si va avanti
    di come fare
    di come dire
    di come fare a capire
    di alti
    di bassi
    battiti del cuore
    fasi della luna
    e ritmi della terra
    di intelligenza
    di intermittenza
    si vive di danze
    di ballo sociale
    di una promessa
    di un faccia differente
    di mediocri incontri
    di bellezze
    di profumi ardenti
    di accidenti
    rotolando si gira, si balla
    si vive, si fa festa
    quella, questa
    si picchia forte col piede
    nella danza
    e si sbaglia il passo
    si vive di fortune raccontate
    e di viaggiare
    e si cammina stanchi
    è di lavoro
    è opposizione
    è corruzione
    si vive di lenta costruzione
    e di tempo che ci inchioda
    e di diavoli al culo
    di fianchi smorti
    di fuochi desiderati
    si vive di pane
    di speranza di bere
    un vino buono per l’estate
    rotolando si vive
    di discorsi leggeri
    cori
    di maschere notturne
    canto e discanto
    e giù divieti
    e oli sulla pelle
    e sorrisi di fantasmi
    e fantasmi fotografati
    e giù campane annuncianti
    si vive di sguardi fermi
    di risposte folgoranti
    di lettere partite
    che aspettiamo in cima al mistero
    di essere così soli.

    Di questo si vive
    e di tant’altro ancora
    che inseguiamo come i cani
    respirando dal naso
    per finire invece
    ancora sorridenti, ancora abbaianti
    di un dolore a caso.

    I.Fossati
    mi sembrava adatta…mi piace quello che scrivi e come lo scrivi….

    1 febbraio 2007 alle 22:33

  4. Capitolo 1
    Pagina 1

    2 febbraio 2007 alle 16:54

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