E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

Siamo Variopinti

"Mi sono moltiplicato per sentire,
per sentirmi, ho dovuto sentire tutto,
sono straripato, non ho fatto altro che traboccarmi…"

                                                                   F.Pessoa

Dopo una conversazione con la mia Fida,by Skype, dove molto stuipidina ho lasciato scendere centilitri di lacrime,rassicurata dallo schermo tra noi,
dopo il libro preso e  abbandonato,
dopo pulizie vertiginose al piano di sotto e una lunga chiacchierata con il mio socio,ma che dico socio…cappellaio matto,
dopo aver ricacciato i sintomi fisici di questi giorni con operosità da dove erano venuti,
mi son ritrovata, con lo stesso roteante pensiero nella testa, sul letto con lo sguardo di nuovo al soffitto fisso ancora una volta su quella frase di Pessoa:

"Porto con me la spina essenziale dell’essere cosciente".

Silenzio e ancora,che da ore girava e girava come una giostra tutto intorno a me(sponsorizza Vodafone) il mio pensiero di "multiplo"…chi meglio di lui(Pessoa)con tutte le sue conviventi molteplici,produttive personalità…così vasto da non apparirmi cupo,a vegliare.
  Sul "quanti siamo dentro di noi",cubo di Rubik…gira che ti rigira risolviamo sempre un lato scombinandone un altro…eh no,che ti ho beccato a toglier gli adesivini e rimetter tutto a posto,ma la vita mica la freghi sai…una visione un pò meccanica  e limitata quella sel cubo…

il mio "Siamo Variopinti",siamo farfalle,allora limitati in vita da tempi ristretti,proprio una settimana,che si perde nei secoli…comunque una settimana questa gioventù.
Certo,non da riempire alla rinfusa,ma scegliere….scegliere cose belle.

Sto davvero mettendo in Piazza tutti i colori? No:scelgo di tenerne alcuni solo per me-No, mi accorgo che a volte
tornano pezzetti di me da tempo impolverati come vini dimenticati in
una cantina…come fare una carezza ad esempio.

Io voglio essere tutta me, al costo di farmi male.
Già fatto e non ha fatto tanto male…anzi il solo fatto di essere me, quella me che volevo diventare, ha alleviato e sciolto tutto il non-candore che mi è tornato indietro.

Voglio smantellare ogni singola chiusura che ancora mi avvolge. Continuo ad allertarmi ad ogni poco frequente scintilla negli occhi altrui. Diffidenza infinita. Ma non ho deciso se questo voglio cambiarlo in me.

Mi è passata un pò la smania di partenze, eppure continuo a pensare che questo paese e la sua modalità di vita, non mi vestono.

Quanta personalità ci racchiude, chi siamo,sfaccettati, chi vogliamo essere e perchè non riusciamo ad essere interi. Eppure io sono me. Poi c’è tutto quel cambiare che desidero, che fatica, che si apre, si chiude, si lascia andare poi torna.

Poesia è anche una maglia messa al contrario,lo scontro tra il terreno e il fuggevole,lieve,inconsistente guardare in sù…

Per la Chicca e la mia Fida e Sgarz…Ancora lui,sì…

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