E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

Rivedrei…

VALVERT: Che arie arroganti! Un signorotto senza il comlpemento di guanti, di nastri, di alamari, di sbuffi in seta e lino!

CIRANO: Ma io è moralmente che sono un figurino. Io non uscirei mai con, sì, per negligenza, un affronto non ben lavato, la coscienza gialla ancor di dormita nell’angolo dell’occhio, con l’onore gualcito, gli scrupoli in ginocchio, ma io procedo e sono, in piena lucentezza, piuma di indipendenza, pennacchio di franchezza.

DE GUICHE: Basta là!

CIRANO: Io non porto guanti? Il fatto è che me ne avanzava uno, di un paio demodé, e ciò malgrado ancora me lo sentivo in più, tanto da darlo in faccia, non ricordo a chi fu.

VALVERT: Marrano, lercio, zotico, gran pezzo di villano!

CIRANO: Ah sì? E io Cirano Ercole Savignano de Bergerac.

Cyrano_1

Un attimo di incanto:

DE GUICHE: Avete ostacolato col vostro patrocinio i miei progetti, dunque.

CIRANO: Progetti d’assassinio…

SCORTA: Insolente!

CARBON: Fermi, in fodero! Schermaglie da locanda! Allora! Uscite tutti! Via!

DE GUICHE: Signore, una domanda. Avete letto il Don Chisciotte?

CIRANO: Per intero, e mi ritrovo in lui, bizzarro e venturiero.

DE GUICHE: Vogliate meditare, di quel libro medesimo, sul capitolo dei mulini…

CIRANO: … il tredicesimo…

DE GUICHE: … poiché se li si attacca, capita nel cimento…

CIRANO: Io attacco dunque tizi che girano col vento?

DE GUICHE: … che i grandi bracci, in vortice con impeto ribelle, vi scaglino nel fango.

CIRANO: Oppure tra le stelle… (escono tutti tranne Cirano e Le Bret)

LE BRET: Infine converrai…

CIRANO: Così son combinato. Spiacere è il mio piacere. Amo essere odiato.

LE BRET: Se tu lasciassi indietro l’anima moschettiera, la fortuna e la gloria…

CIRANO: Sai dirmi in che maniera? Andar sotto padrone? Cercarmi un protettore? E come oscura edera che ha l’albero tutore, e s’appoggia arrampicandosi e leccandogli la scorza, potrei salir da furbo, e non invece a forza?
No, grazie.
Dedicare in ogni scartafaccio dei versi ai finanzieri? Mutarsi in un pagliaccio, sperando di vedere, sul labbro di un ministro, lo spasmo di un sorriso un po’ men che sinistro?
No, grazie.
Banchettare ogni giorno da un pidocchio? Avere il ventre logoro dalle marcie, e il ginocchio più prestamente sporco nel punto in cui si flette? Rendermi primatista in dorso-piroette?
No, grazie.
Riconoscere talento ai dozzinali? Plasmarsi su ogni critica che appare sui giornali? E vivere sognando: "Oh, sento già il mio stile percorrere le bozze del Mercurio mensile"?
No, grazie!
Fare calcoli? Tremare? Arrovellarsi? Preferire una visita a un paio di versi sparsi? Stendere delle suppliche? O farsi commendare?
No, grazie. No, grazie! No, grazie!!
Ma cantare, sognare, ridere. Splendido. Da solo, in libertà. Aver l’occhio sicuro, la voce in chiarità. Mettersi se ti va di sghimbescio il cappello, per un sì, per un no, fare un’ode o fare un duello. Fantasticare, a caccia non di gloria o di fortuna, su un viaggio a cui si pensa, sulla luna! Se poi viene il trionfo, ebbene fatti suoi, ma mai, mai diventare un "come tu mi vuoi". E se pur quercia o tiglio davvero non si è… se vuoi proprio non alto, ma farcela da sé.

Dieci minuti di stordimento per i dialoghi in rima
ma prometto che poi sarà amore, credo avrete voglia di leggerlo,
come feci tanti anni fa
e di rileggerlo il Cyrano De Bergerac di Edmond Rostand,
di soffermarvi su certe parti.
Perchè…l’amore,fatto di parole,per le emozioni,i turbamenti
provocati in Rossana dalle sue lettere,dalle parole sussurrate
sotto al balcone ,al posto di Cristiano,bello e privo di spirito
mi erano sembrate(già detto) eccessive,quasi ridicole…
…ma le parole,evanescenti e senza peso,
possono far vacillare animi.Sì.
Le parole che tanto amo echeggiano e duellano in
dialoghi incatenanti in questo film,nella splendida
traduzione di Oreste Lionello e innescate
in Depardieu.
Perchè continuo a chiedermi se Rossana avrebbe amato
Cyrano,scegliendolo alla bellezza di Cristiano,non scioccamente
dipinto per altro,ma certo privo di fascino,di capacità
di volare con l’animo.
Purtroppo,mi rispondo di no.Intelligente,certo scaltra,
ma superficiale,Rossana.
Cyrano:
l’onesta intellettuale,il senso "civico"
la sua fierezza,la sua onestà che non chiede
rifugio all’ombra dei potenti com’era in uso all’epoca.
(All’epoca…sì fa per dire)
Emozionatevi e salite sulle ali delle parole
E per chi non l’ha visto mai,mai sentito parlare(impossibile!?)
e teme un tuffo di cariante sdolcineria,no
Cyrano è duello,poesia,anima moschettiera
e talvolta "uno strambo che piomba dalla luna".

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