E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

…Non ci resta che piangere…

275036a

Cosa avranno da dirsi un napoletano e un toscano….?
Ma!!!Così distanti perfino nell’umorismo…
…mah!!Niente…direi…

Allora,forse…Non Ci Resta Che Piangere…


B: "Allora. Ecco."
T: "Me raccomanno eh, Saverio…"
B: "Sì… stai tranquillo. Caro… "
T: "Con educazione"
B: "Vai! Vai"
T: "Ca nun possiamo fa’ riconoscere"
B: "Sì"
T: "Cercammo di fa’ ‘nu poco anonima."
B: "Allora dettala te, la lettera. Vai! Vai!"
T: "Allora… Caro Savonarola…"
B: "Aspetta! Prima la data, no? Quanti se n’ha?"
T: "Quasi millecinquecento."
B: "Frittole, quasi millecinquecento."
T: "Sai tu quanti n’avemo?"
B: "Beh, che scrivi, dai… una lettera… Roma, quasi duemila?!"
T: "Allora metti estate, quasi millecinque."
B: "Niente, va… mi informo io sulla data. Allora… Caro… caro no, mica è nostro amico, no?"
T: "Asp… infatti. Aspietta… Savonarola… aspietta un attimo! Non scrivere subito."
B: "San… San…"
T: "Santissimo Savonarola."
B: "Santissimo."
T: "Come sei… bello, per esempio, come se gli volessimo dire…"
B: "Santissimo Savonarola, scrivo come sei bello, dai."
T: "No no"
B: "Santissimo Savonarola, quanto ci piaci!"
T: "Sembra ‘nu poco… scrivi."
B: "quanto ci piaci…"
T: "Quanto ci piaci."
B: "…a noi due."
T: "Mejo se metti già ca simmo seguaci."
B: "L’esclamativo ce l’avranno?"
T: "Si nun se sa cuss’è l’esclamativo mejo ca scrivi scusa le volgarità."
B: "Scusa le volgarità… e che volgarità?! Savonarola…"
T: "Pe’ chillo ugni cosa è peccato. E’ capace che metti ‘o punto
esclamativo dice che è questo coso qua l’uomo con il puntino… è
peccato. Si tu metti per sta’ sul sicuro… Scusa le volgarità"
B: "… le volgarità. Allora mettiamo la freccia… questo è un esclamativo, non è un uomo…"
T: "No no no. Scusa le volgarità"
B: "Eh"
T: "Eventuali"
B: "Eventuali che?!"
T: "Eventuali pecché se no… ‘a vuoi scrive come dico io o no?"
B: "Eventuali."
T: "Pecché se no quillo dice allora pecche m’hanno scritto scusa le
volgarità si nun ce stanno volgarità allora vuol dire ca vulivano esse
volgari e nun ce so riusciti"
B: "Scusa le volgarità eventuali punto. Che… co…Come va?"
T: "No, come va non va bene… Savona… Sa… Santissimo"
B: " Santissimo"
T: " Santissimo… noi no.."
B: "Lascia vivere… Vitellozzo"
T: "Lascia.. no…lascia… Potresti lasciar libero Vitellozzo?"
B: "Vitellozzo…se puoi, eh? Savonarola!"
T: "Savonarola. Mo’ cerchiamo di spiega’ per bene… capito, no… pecché issu fa ccusì… pecché è peccato…"
B: " Savonarola! Oh! No, anche dirgli lui… è proprio uno che…"
T: "Eh, appunto, dico, puoi scrive…"
B: "Savonarola! Che c’è? Eeeeh e che è?"
T: "E che è?"
B: "Oh! Diamoci… una calmata, come dire… tutti insieme. Diamocì"
T: "No… no sulla i. Diamoci…"
B: "Diamoci una calmata, eh. Oh!"
T: "Metti eh tra parentesi"
B: "Eh… eh… acca… eh… oh!"
T: "Poi scrivi nel caso, scusa le parentesi."
B. "Sì. E che… e che… e che… e che…"
T. "E che eh? Ma… qua pare che ogni cosa ogni cosa uno non si può muovere che… quest’e quello e… pure pe’ te… oh! No?"
B: "Beh… sì quest’e quello oh!"
T: "Eh? Due persone… personcine… noi siamo due personcine per bene"
B: "… e che non facciamo male a nessuno…"
T: "che non farebbero male nemmeno a una mosca"
B: "figuriamoci…"
T: "figuriamoci a…"
B: "a un frate…"
T: "a un santo come te"
B: "figuriamoci a un santone…"
T: "a un santone come te. Anzi…"
B: "Varrai più di una mosca, no?"
T: "No, lascia… ti pare mo’ che lo metti in competizione?"
B: "Vabbè"
T: "anzi…"
B: "anzi"
T: "Ecco, anzi già spiega tutte cose, no? Varrai più di una mosca!"
B: "anzi… anzi… Ciao!"
T: "No. No no no ca ce vuole ‘nu saluto proprio ‘ppe bene, no? Cioè, da
peccatore… umile… capito no? Noi ti siamo… cioè ti salutiamo… con…"
B: "ti salutiamo con…"
T: "con proprio… non non sappiamo nemm… Aspetta, no, aspetta"
B: "Proprio… siamo…"

T: "Ecco, scrivi: ti salutiamo con la nostra faccia sotto i tuoi piedi. E’ proprio il massimo de la… pecché?"
B: "…con la nostra faccia…"
T: "Il peccatore, eh? Uno fa… ‘na penitenza."
B: "… la nostra faccia sotto a …"
T: "… i tuoi piedi, senza chiederti nemmeno di stare fermo. Puoi muoverti."
B: "Cioè, che vuol dire?"
T: "Cioè, la faccia sotto ai piedi e issu può camminare come… cussì, tu pensi proprio siimo due… umili… capito?"
B: "Bellissima. Una bellissima immagine…"
T: "Esatto."
B: "… con la faccia sotto ai piedi."
T: "E puoi muoverti"
B: "E puoi muoverti quanto ti pare e piace."

T: "… quanto ti pare e piace…"
B: "… e noi zitti sotto"
T: "E vabbe’, dai, vabbe’…"
B: "…noi zitti sotto"
T: "Punto. Un bacio"
B: "Scusa scusa il paragone tra la mosca…"
T: "… la mosca e il frate. Non volevamo… minimamente offendere. I tuoi… peccatori di prima…"
B: "Dobbiamo risalutare?"
T: "… con la faccia… dove sappiamo."
B: "Beh, ormai gli si è detto! Cioè lui …con la faccia…"
T: "… tuoi peccatori, con la faccia dove sappiamo."
B: "Sempre zitti."
T: "Sempre zitti."
B: "Sotto."


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3 Risposte

  1. Secondo me hanno una marea di cose da dirsi e da dire x farci morire dalle risate!
    Tu toscana?
    Io napoletana!
    Hihihihihi!

    1 settembre 2006 alle 15:47

  2. DELPO

    FANTASTICO…. TROBBO BELLO QUESTO DIALOGO…. MAYA FIDATI INFILACI IN MEZZO ANCHE UNO DI BOLOGNA…. HE!! HE!! RISATE ASSICURATE

    1 settembre 2006 alle 16:06

  3. TRENO!!!

    1 settembre 2006 alle 17:24

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