E così sui binari in tondo gira, illudendo la ragione, questo trenino a molla che si chiama cuore (Fernando Pessoa)

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Delusa? No.
Confusa? Non più.
E l’irrequietezza? Passata.
E la confusione? Si è sciolta, lasciando silenzio.
Penso, anche che, con il pensiero, ho provato delle emozioni, pizzicato delle corde in me che temevo rotte. E’ una cosa importante, che cercavo di capire da tanto, anche se ora ha perso, non so perchè, il suo valore. Attimi.
Allora anche se dico a gran voce che certi sogni devono rimaner tali, è solo un bla bla bla per dare un senso ai fatti.
Non mi ritrovavo nel pensiero di Pessoa di rimaner estranei e distanti da gioie e dolori, di non farsi coinvolgere dalla vita, di osservarla senza interrogarla. Vedevo in certe poesie “passività”, non posso farlo io io, “nordica” perchè il mio calore oscilla solo tra 2 posizioni: on/off, (ci stiamo lavorando).
Però dopo tanta fatica per capire CHI sono, comprendo più il suo pensiero…non lambiccarsi, non farsi un bozzolo da cui non nasceran farfalle di ciò che a volte succede, perchè succede…..semplicemente, lo dico in queste ore di contraddizioni solo apparenti.
Ciò che succede non è “destino”, perchè sarebbe frutto di un calcolo che Qualcuno ha già fatto per noi e questo mi è inaccettabile, ma è un percorso, in parte creato dalle nostre energie, dalla nostra mente, miscelati al caso. ED HA UN SENSO. Cerco di coglierlo, forse perchè sono serena, non ci riesco, forse perchè è PRESTO e la direzione, da questa angolazione non la si intuisce e basta!!
Semplicemente ad un bivio abbiamo sbagliato strada e c’è da tornare indietro. Perchè le distanze avvicinano, illudono (non mi piace questa parola) idealizzano, l’avvicinarsi ti costringe al reale mentre tu avevi voglia di sognare…che sì, è più bello perchè il sogno lo “guidi”tu, l’avvicinarsi ci ha distanziato tipo terra/luna…per me mi accorgo quanto mi sia lasciata nel gioco, sicuramente per affinità elettiva, poi per mantenere la mia distanza dagli uomini e dal reale e dal doverci mettere del sudore,perchè io voglio solo la spensieratezza e la gioia e un amico con cui far l’amore, un utopia senza dolori e senza sofferenze. Mi guardo intorno, forse se nessuna coppia è così, sì, è un utopia che la matematica non è un opinione(?)…me frega niente tutto sommato,allora preferisco il mio vagabondaggio sentimentale…è nell’ordine delle cose che la piantina muore? Bè quella di mia madre che stava nelle scale, stava lì da una vita, nessuna cura particolare, forse non dimenticarla, aver trovato IL posto giusto, forse solo per la voglia di vivere…
Se tutto ciò che scrivo non ha un senso è perchè parlo per me sola oggi, senza il mio ego proiettato a guardare quanti visitatori sul mio blog. Tutto quì.

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